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    Noi e loro, i manifesti della discordia

    manifesto lega
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    “Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse”: sull’immagine si vede una donna presumibilmente di etnia rom mentre è scortata da un agente di polizia a bordo di un vagone della metropolitana, accompagnata dallo slogan duro concernente una nuova misura penale.

    “Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore”: il manifesto presenta tre figure apparentemente rappresentative di categorie fragili o marginalizzate — una persona di colore, una di etnia rom e un giovane dallo stile “alternativo” (capelli rasta). Lo slogan insinua una risposta rapida e repressiva a tali fenomeni.

    Sono i due manifesti generati con l’intelligenza artificiale, firmati Lega, affissi da diversi giorni in tutta la capitale, di cui sabato 26 luglio il Comune di Roma ha disposto la rimozione.

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    Regolamento comunale, non censura

    La decisione – hanno fatto sapere dal Campidoglio – è scaturita a seguito di numerosi esposti da parte di cittadini, ed è stata formalizzata tramite una diffida inviata alla società incaricata delle affissioni, con la richiesta di rimuovere o coprire i materiali entro 24 ore.

    Il Campidoglio ha spiegato che l’azione è stata presa applicando il Regolamento comunale sulla pubblicità e affissioni (art. 12‑bis), che vieta contenuti pubblicitari che rappresentino “stereotipi legati all’appartenenza etnica”, o “violenza, messaggi sessisti e discriminatori” o ancora “lesioni al rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili”. Sulla base dello stesso articolo è possibile impugnare la decisione o ripresentare la campagna con contenuti conformi al regolamento.

    Non si tratta quindi di censura, hanno sottolineato dal Campidoglio, ma di una “applicazione puntuale delle norme vigenti”: l’ufficio competente ha agito autonomamente e su base tecnica, non per motivi politici.

    Per la Lega “un bavaglio comunista”

    I vertici del partito guidato da Matteo Salvini hanno reagito con forza: la Lega ha bollato la rimozione come una “censura”, un “bavaglio comunista” e un “atto di intolleranza politica”.

    Secondo la Lega, l’iniziativa del Comune sarebbe una “violenza inaudita” ai danni della libertà di espressione.

    In base all’articolo 21 della Costituzione, tutti hanno diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero con ogni mezzo”, si legge in una nota. “La stampa non può essere soggetta a censure”, aggiunge la Lega, sfidando l’amministrazione capitolina a rendere pubbliche le statistiche sui furti in metro e sulle occupazioni abusive.

    Se non possiamo usare immagini create digitalmente, useremo immagini vere, come quelle già mostrate a Milano e Roma, dove il problema è sotto gli occhi di tutti”, conclude la nota.

    Noi e loro, i buoni e i cattivi

    Siamo alla solita contrapposizione tra “noi”, i buoni, e “loro”, i cattivi, tanto cara alla Lega. Il messaggio diretto lanciato dai manifesti è infatti chiaro: gli occupanti abusivi di case sarebbero sempre persone con la pelle nera, rom o appartenenti ai centri sociali (dimenticando che a Roma c’è un palazzo intero occupato da anni da numerosi italiani), a derubare in metropolitana sarebbero solo donne rom.

    E se fino a oggi queste categorie avrebbero beneficiato di leggi troppo permissive o di un atteggiamento indulgente, ora — secondo la Lega — la musica cambierà.

    Manifesti politici che in genere non sono stati molto apprezzati dai romani. Ma rimuoverli, è opinione di chi scrive, è stato un gesto pericoloso perché crea un precedente, rafforza la retorica del vittimismo e, paradossalmente, amplificare proprio il messaggio che si voleva impedire.

    La vicenda, in realtà, mette inoltre in evidenza il delicato equilibrio tra libertà di espressione su temi di sicurezza e immigrazione, e il vincolo alla tutela dell’uguaglianza e del rispetto per la dignità umana sancito dalla normativa comunale.

    Roma è diventata così teatro di un confronto politico su semplificazione comunicativa, stereotipi etnici, regolamentazione pubblicitaria e sfera del consenso. Un confronto che alimenterà le pagine dei giornali e gli agoni politici per tanti altri giorni ancora di questa infuocata estate.

    Claudio Cafasso

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    11 COMMENTI

    1. Operare una censura di parte in nome di principi fumosi e di una “inclusione” che esiste solo nelle parole a fronte di una verità che non può essere negata è un qualcosa di vergognoso. Pochi giorni fa la stampa USA ha messo in risalto l’accoltellmento in Italia di un turista americano da parte di tre nordafricani; cercare di negare che esiste nel paese una emergena sicurezza legata anche all’immigrazione clandestina è una menzogna che mette a rischio l’incolumità dei cittadini onesti e che pagano le tasse.
      Aggessioni, accoltellamenti, stupri, furti, rapine, scippi, occupazioni abusive, spaccio di droghe sono in Italia
      crimini diffusissimi e cercaro di negarlo o addirittura giustificarlo in qualche modo è indicativo di un sistema dove il concetto di libertà assoluta sta alterando il senso della realtà.
      È forse arrivato il momento di affermare che in questa Italia ci sono davvero i buoni e i cattivi e che i primi vanno tutelati in ogni modo e i secondi messi nell’impossibilità di nuocere.
      Questo fa un paese civile.

    2. La bravura e capacità del Direttore Cafasso non è mai stata in discussione. Ad esserlo è un provvedimento del comune di Roma che in nome di qualcosa che non esiste censura i manifesti della Lega che raccontano quello che non puo essere negato: nelle stazioni e metro sono soprattutto i rom a commettere i furti, la criminalità di una frangia violenta di immigrati clandestini è in continuo aumento , a sostenere le occupazioni abusive sono i centri sociali con l’approvazione addirittura di una parlamentare europea…..a meno che dare del ladro o del criminale a chi ruba o accoltella non sia un comportamento discriminatorio o sessista.

    3. A Milano, grazie al DECRETO SICUREZZA di Salvini, quattro persone ( 3 marocchini e 1 donna) che avevano occupato l’abitazione di una famiglia in vacanza all’estero, sono stati sloggiati e arrestati in meno di 24 ore…..
      Fatelo sapere all’ “Ufficio Censure” del Comune di Roma!!!

    4. Quando il decreto sicurezza di Salvini verrà applicato al palazzo di via Napoleone III occupato da più di 20 anni da Casapound con un danno stimato all’erario di circa 5 milioni ? Anche lì verranno sloggiati e arrestati in meno di 24 ore ?

    5. Per il palazzo di Via Napoleone III oltre all’ordinanza di sgombero emessa da un giudice sono state emesse anche 20 condanne….forse prima di scrivere sarebbe meglio aggiornarsi….cosi come sarebbe bene puntare il dito sulle centinaia di immobili in mano ai Centri Sociali di Roma e Milano. A Roma questi centri occupano da decenni alcuni “forti” storici e il “Comune delle Censure” , nonostante si tratti di siti di “interesse storico” fa spallucce….Strano che al Comune di Roma nessuno abbia stimato il danno erariale per il “forte Prenestino” occupato dal 1986 sebbene destinato a “verde pubblico”.
      NON NOBIS DOMINE…

    6. 20 condanne ma quanti sgomberi ? neanche uno. Cosa aspetta il ministro Salvini a pretenderlo visto che compete al suo collega agli Interni ?
      Il forte prenestino è un centro sociale dove chiunque può entrare. Fanno laboratori, musica, dopo scuola per bambini… “forse prima di scrivere sarebbe meglio aggiornarsi” o andarci, nessuno le impedirà di entrare. Provi invece a entrare in via Napoleone. Ah, a proposito, visto che lei parla di “centinaia” di immobili potrebbe fornire l’elenco o la fonte ?

    7. Mi sarebbe piaciuto aderire alla richiesta di questa persona ma poiche le occupazioni in Italia sono 50.000 (abitazioni private o di enti) ovviamente non posso farlo…quante alle fonti ce ne sono una infinità; posso invece dire che a fronte di migliaia di occupazioni effettuate o sostenute dai centri sociali, con la loro Giovanna d’Arco, c’è l’occupazione (una) da parte di un movimento di “destra” (semprechè CASA POUND possa definirsi di destra…) che ha dato gli appartamenti a famiglie italiane (non immigrati clandestini) che hanno pagato affitto e utenze….(in realtà occuparono anche le Officine Farneto ma poi se ne andarono pacificamente….).
      Per quanto riguarda il Forte Prenestino è opportuno far notare che la Legge è uguale per tutti e che non esiste una Legge per i centri sociali e una per CASA POUND…… la sostenitrice delle occupazioni che siede nel parlamento europeo ha usato infatti la Legge per evitare carcere e incriminazioni.
      La notizia della liberazione dell’appartamento occupato abusivamente a Torino (non a Milano) ha avuto grande risalto sui media e sembra essere stata accolta con grande sollievo dai “poveracci” (specie anziani) che rischiano, quando vanno a fare la spesa, di perdere la casa e non riaverla mai più…..poveracci non parlamentari europei (NND)

    8. “Questa persona” le aveva chiesto conto delle “centinaia”di immobili occupati da centri sociali ma sempre “questa persona” prende atto che lei svicola, non è in grado di citare neanche una fonte in cui vengano elencate queste centinaia di centri sociali quindi la sua affermazione è priva di fondamento.
      Per quanto riguarda il resto e’ tutto un arrampicamento sui vetri. buon ferragosto

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