
“Saluto Papa Francesco. Orario chiusura accesso piazza San Pietro alle 17 del 25 aprile. Per percorsi orari e funerale rivolgersi al sito della protezione civile”. Poche parole in un messaggio con allarme che ha spaventato tutti i romani che lo hanno ricevuto.
L’It-Alert inviato da parte della Protezione Civile Nazionale a migliaia di cittadini alle 13:10 di oggi, 25 aprile, forse poteva essere risparmiato.
Non c’era testata giornalistica, radio e TV, testate on-line e semplici siti web che non davano la notizia della chiusura dell’accesso a piazza San Pietro. Per non parlare delle dirette televisive sulle maggiori TV nazionali. Perché allarmare così i cittadini non ancora abituati a questo tipo di avviso come invece avviene all’estero, soprattutto in USA, dove questi alert precedono calamità naturali?
Sui social impazza la protesta con molti utenti che ritengono eccessivo l’utilizzo del sistema – previsto per gravi emergenze o catastrofi imminenti – per annunciare gli orari di chiusura di piazza San Pietro. “Ma vi pare un uso corretto di questo strumento?”, si chiede un utente.
Ciciliano: “il messaggio era necessario”
“L’afflusso dei fedeli è tale che con questa velocità non è possibile consentire a tutti di raggiungere piazza San Pietro. Il messaggio, concordato con Prefettura e Questura, era necessario per trasmettere questa importantissima notizia non solo a chi è in fila, ma anche a chi si sta apprestando a raggiungere la zona“.
Così fa sapere il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, intervistato da Rainews24 in merito all’It-alert alle utenze telefoniche di Roma.
It-Alert, quando usarlo
IT-alert è il sistema nazionale di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione, che dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso. IT-alert integra le modalità di informazione e comunicazione già previste e utilizzate dalle istituzioni per informare la popolazione.
Dal 13 febbraio 2024 il sistema IT-alert è operativo esclusivamente per i seguenti rischi di protezione civile: Incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica; Incidenti rilevanti in stabilimenti industriali; Collasso di una grande diga; Attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e all’isola di Vulcano.
Per i seguenti rischi è, invece, prolungata di un anno la fase di sperimentazione: Maremoto generato da un sisma; Attività vulcanica dello Stromboli; Precipitazioni intense.
Ma fra queste la morte di Papa Francesco, con l’immenso, incommensurabile rispetto dovutogli, non è proprio prevista.
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Assolutamente esagerati, quanto meno avrebbero dovuto avvisare
Spero che la frase finale sia stata scritta per la fretta o per fare una battuta .
I rischi essendo di tutti tipi anche di nuova natura non possono essere elencati in modo completo. Sarà a discrezione della Protezione Civile decidere i rischi importantissimi . Fine.
Perfettamente d’accordo con Vignaclarablog (come sempre…) e con Stefano g.
Alla Protezione Civile si sono bevuti il cervello…! Così facciamo “al lupo, al lupo!”…
Poi se la prendono con i giovani che utilizzano in modo improprio i social. In un attimo il capo della Protezione Civile a riuscito a declassare l’It-alert ad un semplice strumento di messaggistica. Quando si dice i boomer…