Home CRONACA Giorno e notte non c’è pace in via Prati della Farnesina

Giorno e notte non c’è pace in via Prati della Farnesina

via prati della farnesina
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Via Prati della Farnesina, eletta vespasiano pubblico della tifoseria biancoceleste che lì va a liberarsi dopo le birre mandate giù in attesa di avviarsi allo stadio, non trova pace di giorno e non la trova di notte, coi residenti sul piede di guerra e con i tappi alle orecchie.

Eppure, se c’è una strada che potrebbe essere tranquilla in tutta l’area di Ponte Milvio è proprio via dei Prati, come brevemente viene da tutti chiamata.

Strettina che a mala pena ci si passa, con un grappolo di villini e palazzine d’epoca, con pochissimi esercizi commerciali che si contano sulle dita di una mano. Fra questi, c’era il locale di Livio, barbiere e storica figura di Ponte Milvio, che ha fatto barba e capelli a Pietro Nenni, ad Amedeo Nazzari, a Gino Cervi e anche a Totò. Se n’è andato nel settembre del 2018 a 87 anni.

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Via dei Prati, insomma, è uno spicchio di vecchia Roma che difende a denti stretti la sua fisionomia, un luogo dove i residenti si conoscono quasi tutti fra loro.

C’è sempre un però

Però, c’è sempre un però, è diventata quasi invivibile. Non basta ogni domenica essere coacervo di tifosi e rifugio di venditori abusivi di birra in bottiglia di vetro, ora ci sono anche gli schiamazzi notturni. Non domenicali ma tutte le notti.

Non è la prima volta che Silvia R. ci scrive – come ha fatto oggi con una mail inviata anche al Gabinetto del Sindaco – per segnalare che un locale aperto fino alle 4 del mattino è fonte di pesanti disagi notturni con schiamazzi, litigi, clacson, musica che esce dalle auto parcheggiate davanti ai passi carrabili privati.

“Abbiamo chiamato più volte le forze dell’ordine, abbiamo fatto un esposto a più firme con alcuni abitanti della via ma tutto ciò non ha avuto alcun seguito. Ora – denuncia Silvia – durante la notte entrano anche nelle proprietà private e se vengono richiamati minacciano pure. E tutto questo ogni notte fino alle 4”.

Non ce la fanno più. È un grido forte quello di Silvia. Chissà se le istituzioni ai quali è stato inviato (Asl e Campidoglio) lo ascolteranno.

Giorgio Bilacchi

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3 COMMENTI

  1. E questo grazie ai nostri governanti che se ne fregano tanto non ci abitano loro. Siamo prigionieri in casa nostra e alla mercé del calcio i quali tifosi possono tutto specie parcheggiare ovunque senza pericolo di multe e noi residenti ostaggi loro. Questo e’ ciò che gira intorno allo sport e tanto altro, senza parlare della movida che ci ha rotto …,….,., e la risposta di un vigile ” a signo’ cambi casa”

  2. Continuo a domandarmi, da anni, se si possa ancora parlare di “sport” a proposito del calcio…La parola sport deriva da diporto che comporta la gratuità, cosa che non mi sembra non solo per il calcio ma per tantissime altre attività.

  3. Dover essere costretti ad ascoltare “musica” ad alto volume la notte è una forma di violenza fisica che dovrebbe essere contrastata nell’immediato dalle forze dell’ordine preposte quindi polizia e carabinieri.
    Purtroppo se chiamate il 112 venite gentilmente invitati a rivolgersi alla Polizia locale (praticamente “cambia casa…”)

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