
Iniziato il processo per uno dei due rapinatori che per ben due volte nel giro di pochi mesi -il 3 novembre 2023 e il 9 aprile 2024 – rapinò l’ufficio postale in via di Grottarossa 56 in compagnia di un complice al momento ancora ignoto.
Ha 53 anni, qualche precedente alle spalle ed è nato a Catania. È stato arrestato lo scorso settembre e ieri è comparso alla sbarra nell’aula di giustizia.
Era lui la mente dei due rapinatori e identico il copione delle due rapine. Pistole alla mano, dopo aver rinchiuso i dipendenti dell’ufficio postale in un locale interno, costringevano il direttore ad aprire la cassaforte sottraendo tutto il contante presente, compreso quello nel bancomat.
In entrambe le occasioni i due si erano camuffati indossando mascherine chirurgiche, occhiali da sole e guanti. Uno portava un camice bianco tipico da salumiere mentre l’altro un abbigliamento da lavoro.
Pare che, andando via dopo la seconda rapina, i due avrebbero esclamato “la terza volta non verremo perché troppo rischioso, buone vacanze di Pasqua!”. Speravano di farla franca, ma un dettaglio successivamente risultato determinante per l’identificazione di uno dei due è stato un tatuaggio situato fra il pollice e l’indice della mano sinistra.
Sul posto, subito dopo le due rapine, intervennero i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale che, sulla base delle dichiarazioni raccolte, dei sopralluoghi e dell’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza installate nell’ufficio postale e nelle zone circostanti di via Grottarossa, avviarono un’intensa attività investigativa che in pochi mesi permise di documentare la dinamica delle rapine ed acquisire gli elementi indiziari necessari all’arresto dell’uomo, avvenuto a settembre del 2024.
Ieri si è aperto il processo a suo carico. I dipendenti dell’ufficio postale si sono costituiti come parte civile nel procedimento che vedrà la prossima udienza a fine marzo.
Giorgio Bilachi
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