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Peste suina, è fine emergenza a Roma

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Galvanica Bruni

“È con grande soddisfazione che apprendiamo il parere favorevole del Comitato Permanente Europeo alla richiesta di far uscire il Lazio dalla zona di restrizione per la Peste Suina Africana. Una decisione che ci riempie di orgoglio, anche considerato che siamo tra i primi in Italia a raggiungere questo risultato”.

Queste le parole del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e dell’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, spiegando che “è stato riconosciuto l’enorme lavoro svolto dall’amministrazione regionale per l’eradicazione della malattia che ha colpito in particolare il territorio di Roma e di alcune aree della sua Provincia. L’eradicazione della PSA garantirà il mantenimento della filiera alimentare con evidenti vantaggi in termini di esportazione e di consumi dei prodotti tipici del Lazio della catena suinicola”.

“Il raggiungimento di questo importante traguardo – hanno concluso – ci dà un ulteriore stimolo nel proseguire nelle attività di vigilanza e prevenzione finalizzate a scongiurare una ricomparsa del virus, anche attraverso il depopolamento della specie cinghiale, che continua ad affliggere il nostro territorio distruggendo colture e mettendo a rischio le produzioni agricole”.

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Torquati: “ottima notizia, ora ristori per gli allevatori”

“Davvero confortanti le notizie sulla fine dell’emergenza della Peste Suina a Roma. Un importante traguardo raggiunto grazie al lavoro coordinato delle Istituzioni e dei tanti attori coinvolti”.

Così si esprime il presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, aggiungendo che “Come Municipio, andando in alcuni casi ben oltre le nostre dirette competenze, in questi tre anni abbiamo lavorato in silenzio a tutela dei nostri quartieri e per la prevenzione del rischio della peste suina. Costante è stata l’interfaccia con Ama per potenziare le attività di pulizia di zone sensibili, come anche sono state realizzate delle recinzioni a spese del Municipio anche per i contenitori di rifiuti per limitare l’avvicinamento dei cinghiali. Tutte azioni che hanno contribuito a limitare la diffusione dell’emergenza, ma anche a ridurre la presenza degli animali nei centri abitati, come purtroppo avveniva quotidianamente prima del nostro insediamento”.

“Terminata l’emergenza – conclude Torquati – è ora quanto mai urgente che il Governo si pronunci e dia risposte agli allevatori, costretti ad abbattere i propri capi, attraverso rapidi e giusti ristori, a copertura di tutti i danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza”.

Era aprile del 2022 quando…

L’emergenza peste suina nella Capitale era cominciata a partire dalla fine di aprile 2022, quando nell’area nord di Roma erano stati rinvenuti alcuni cinghiali morti o moribondi, risultati, alle successive analisi di laboratorio, positivi al virus della Psa.

Quasi tutti gli individui furono trovati nella Riserva naturale dell’Insugherata, all’interno del Grande Raccordo Anulare. Solo pochi casi risultarono al di fuori del Gra.

Alla fine di maggio venne trovato un ulteriore individuo positivo al virus in provincia di Rieti, nel Comune di Borgo Velino, ma la connessione con il focolaio dell’area di Roma non venne provata. Di conseguenza la Regione Lazio varò una serie di misure, tra cui l’istituzione di zone rosse per contrastare il virus.

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