
Non è un Paese per vecchi se costringi chi ha scavalcato gli “anta” a perder tempo con gli assistenti virtuali.
La signora Giuseppina, 78 anni, ha avuto un problema con la linea elettrica, a un certo punto hanno smesso di recapitarle le fatture-utenza e le hanno “staccato” la luce. Ha provato a recarsi in un ufficio preposto, ma non era affatto preposto, lì non si poteva pagare, ma si potevano acquistare tanti benefici, dal nuovo contratto ai gadget aziendali.
Tornata a casa ha chiamato il numero di riferimento, un numero verde; ma quel genio dell’assistente virtuale non è stato in grado di offrirle la risposta più ovvia o, per lo meno, quella che la signora Giuseppina avrebbe voluto ascoltare, dopo precisa domanda.
Il “quanto vi devo?” non è previsto fra le innumerevoli domande che si possono porre all’azienda. Così la signora in questione è rimasta un giorno intero senza luce.
Fino al giorno dopo, quando s’è rivolta a un vicino col nipote che lavora proprio in quell’azienda elettrica. Ed è bastata una telefonata al santo nipote per risolvere l’arcano: “Signora, il suo debito è 88 euro e 73 centesimi”.
Così, dopo aver pagato la bolletta in una tabaccheria – visto che all’ufficio postale quel giorno i terminali non funzionavano – è tornata la luce. E intanto, senza corrente in casa, la metà degli alimenti del frigorifero sono “andati a male”.
Ah, che grande invenzione l’assistente virtuale…
Massimiliano Morelli
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