Home ATTUALITÀ Caso Lamma, ecco perché la Cassazione ha “bocciato” il GIP

Caso Lamma, ecco perché la Cassazione ha “bocciato” il GIP

cassazione
Galvanica Bruni

A un mese e mezzo di distanza dalla clamorosa decisione con la quale la Corte di Cassazione il 12 marzo annullava la decisione del Gip del caso Leonardo Lamma, disponendone nel contempo la rimozione, sono state ora pubblicate le motivazioni di tale decisione.

I supremi giudici convengono con il Pubblico Ministero e scrivono testualmente di una “indebita ingerenza del Gip nei confronti dell’organo inquirente e di una violazione dei diritti della difesa del soggetto non sottoposto ad indagine”.

Continua a leggere sotto l‘annuncio

Insomma, le toghe di piazza Cavour giudicano “abnorme” il provvedimento del giudice per le indagini preliminari che alla seconda richiesta di archiviazione del caso, aveva rinnovato l’invito a proseguire nell’inchiesta sottoponendo ad indagine non solo i funzionari Acea ma anche agenti della Polizia Locale e tecnici municipali, potenziali responsabili, secondo lui, dell’incidente mortale avvenuto nel pomeriggio del 7 aprile del 2022 a Corso di Francia, dove perse la vita Leonardo Lamma, in sella alla sua moto.

Il giudice per le indagini preliminari aveva evidenziato come la mancata segnalazione del rattoppo stradale, privo sia delle transenne che delle indicazioni, fosse la causa del sinistro in cui ha trovato la morte lo studente.

Da qui la chiamata in concorso di vigili e funzionari del XV Municipio oltre che dei tecnici Acea che avevano mal riparato l’asfalto dopo la riparazione di un guasto. Alla ricostruzione del GIP, dottor Claudio Carini, si era opposto il Sostituto Procuratore che si è appellato alla Cassazione chiedendo il rigetto di quella disposizione del Gip. Impugnazione accolta dalla Corte che oggi spiega il perché, riconoscendo corrette le valutazioni giurisprudenziali del Procuratore.

In altre parole, per la Cassazione il Gip è andato oltre i suoi poteri invadendo quelli del PM. Infatti, si legge nelle motivazioni, “il giudice per le indagini preliminari non può surrogarsi all’organo di accusa, al quale è rimessa ogni valutazione e decisione in ordine al tempo e al modo di svolgimento delle indagini”.

Un richiamo pesante quello della Cassazione perché il GIP non si è limitato – come gli competeva – ad ordinare ulteriori indagini a carico di altri soggetti, ma ha ordinato al Pubblico Ministero la formulazione della imputazione nei loro confronti.

Insomma “un’invasione di attribuzioni della pubblica accusa” che non poteva passare inosservata. Adesso il caso torna all’ufficio GIP “in diversa persona”, per l’ulteriore corso.

Sono trascorsi due anni di puntate processuali e la famiglia Lamma attende ancora di sapere cosa è accaduto quel pomeriggio di aprile a Leonardo.

Rossana Livolsi

Leonardo Lamma, Procura contro il GIP. Nel mezzo la verità

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome