
Dopo l’inaugurazione del Viale dei Giusti della Farnesina, avvenuta il 14 febbraio del 2021 in una strada pedonale adiacente alla sede del Ministero, nella mattinata di martedì 12 marzo 2024 è stato il turno del Giardino dei Giusti della Farnesina. A tagliare il nastro il Ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme al sindaco Roberto Gualtieri e al promotore dell’iniziativa, il presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim.
Il Giardino è composto da alcuni piccoli cippi, uno per ciascun albero già presente nella via, dedicati ognuno a diplomatici o persone legate alla diplomazia che, nel corso degli anni, si sono distinti per aver difeso la vita umana da regimi dittatoriali, dalla guerra o dai genocidi. Tra loro Guelfo Zamboni, Giuseppe Castruccio, Lucilio Merci, Vittorio Castellani Pastoris, Tommaso De Vergottini, Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci, Mustapha Milambo e Pierantonio Costa.
“Con questo Giardino dei Giusti vogliamo ricordare quelle persone che non si sono voltate dall’altra parte, che hanno cambiato la storia dando la vita per aiutare chi si trovava in difficoltà: persone diverse legate tra loro dalla diplomazia del bene“. Con queste parole il ministro Tajani ha aperto la cerimonia.
“Qui abbiamo creato un luogo che onora persone straordinarie che con la loro azione hanno salvato vite; – ha sottolineato il sindaco Gualtieri – la Shoah è stato il crimine più grave della storia e scalda il cuore rendere omaggio a chi, in quel momento terribile, ha salvato centinaia di vite dal loro destino di morte. Rendiamo omaggio anche ai diplomatici che si sono battuti contro gravissimi crimini in Cile, in Ruanda, in Congo scegliendo di stare dalla parte giusta della storia. È necessario che queste storie non siano solo nei libri ma nei luoghi. La politica della memoria si fa facendo luoghi fisici, dove ricordare e riflettere“.
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nessuno ha rimpiantato l’alberello morto subito dopo esser stato messo ai giardini di vigna clara dove c’è la targa (in memoria delle foibe) attaccata sul mozzone di un pino abbattuto . peche non ne parlate ? due dei 4 lecci piantati a corso francia sono morti ed i pini abbattuti si via flaminia nuova e via cassia nuova mai ripiantumati. a qualcuno interessa degli alberi? visto che sono sempre meno e ci danno ossigeno oltre che rendere più vivibile e bello il tutto?