Home ATTUALITÀ 4 romani su 10 vivono sotto la soglia di povertà

    4 romani su 10 vivono sotto la soglia di povertà

    " Ci sono sacche di povertà assoluta in molti quartieri periferici messe in ombra dalle zone centrali più ricche"...

    Caritas povertà Roma
    foto di repertorio
    ArsBiomedica

    Il 42% dei romani vive sotto la soglia di povertà. E’ quanto emerge dalla sesta edizione del “Rapporto Povertà 2023, un punto di vista: le città parallele” a cura della Caritas di Roma, presentato questa mattina nella sede del Vicariato alla presenza del cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del direttore della Caritas di Roma, Giustino Trincia.

    Nel 2022 a Roma il 42,2% dei romani ha dichiarato un reddito inferiore ai 15mila euro. Stando al rapporto, il 37,1% è nella fascia di reddito tra 15mila e 35mila euro, il 18,3% dichiara più di 35mila euro ma meno di 100mila, mentre solo il 2,4% percepisce più di 100mila euro.

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    Ma non solo, questa esigua percentuale di romani detiene il 17,6% del reddito totale dichiarato nella capitale, pari a 8 miliardi di euro.

    La città reale e quella virtuale

    In tal modo “si vanno delineando, con tratti sempre più marcati, molte esperienze di città all’interno di un unico grande territorio che si chiama Roma. La prima è quella che per certi aspetti (si pensi alla mancanza di case dignitose e alle migliaia di persone senza dimora e in precarie condizioni abitative), più si avvicina, purtroppo, a quella di 50 anni fa. La seconda è quella che in termine di benessere economico, in base agli indicatori dell’Istat, vede classificata Roma, solo dopo Milano e Bologna”.

    Così si legge nel rapporto nel quale si spiega che Roma è “la città dei redditi così profondamente diseguali in cui si assiste a profonde differenze tra generazioni, generi, cittadinanza e area di residenza delle persone; dove i giovani restano i più penalizzati, nonostante i figli da crescere, insieme alle donne e agli stranieri, mentre sugli anziani, sugli uomini e sui cittadini italiani si concentrano gli stipendi e le pensioni più alte”.

    Ci sono poi, “la città storica in cui vivono gli anziani e quella delle periferie per i giovani. La prima, il centro, che sprigiona tanta potenza attrattiva con uno straordinario e costante afflusso turistico da tutto il mondo. Una preziosa risorsa per la crescita economica della città che, però, non sembra un’opportunità per le famiglie: sempre più si sta trasformando in una città vetrina a beneficio dei turisti e dell’indotto da loro generato. La seconda, quella delle periferie, in cui maggiormente vivono i giovani, che continua a crescere ma con problemi sempre maggiori, potendo disporre di minori beni e servizi; situazioni che ci interrogano quanto a capacità di rispondere alle attese di senso, di appartenenza e di giustizia che provengono da persone alla ricerca di un pieno riconoscimento del loro essere risorsa”.

    Oltre 9mila persone in un anno hanno chiesto un pasto

    Nel 2022 si è registrato il dato più alto di accesso nei centri Caritas romani, parrocchie e servizi diocesani: oltre 25mila persone hanno fatto richiesta di aiuto. Ma non solo, la richiesta di sostegno alimentare continua a rappresentare il principale tipo di intervento che interessa il 69,7% delle persone incontrate.

    “Nelle tre mense sociali – spiega il rapporto – sono state accolte 9.148 persone, 4.092 delle quali per la prima volta. Due i dati sorprendenti: la presenza di 698 minori (il 7,6% del totale, si tratta soprattutto di minori stranieri non accompagnati” e il crescente numero di stranieri, l’81% del totale: soprattutto i richiedenti asilo e i protetti internazionali”.

    Roma città delle diseguaglianze

    Analizzando nel dettaglio l’aspetto reddituale, Roma presenta disparità tra generazioni, generi, cittadinanza e area di residenza. Il rapporto si basa sui dati dell’ufficio statistico di Roma Capitale relativi all’anno fiscale 2020, anno in cui a presentare la dichiarazione dei redditi sono stati 1,8 milioni di residenti.

    Il resoconto fiscale 2020 presenta i romani come sempre più poveri: il reddito medio per i contribuenti è pari a 25.703 euro contro i 26.148 euro dell’anno precedente.

    Guardando ai municipi, i residenti del II dichiarano di più, oltre 41mila euro. I cittadini del Municipio I percepiscono un reddito di 37.787,82 euro. Il Municipio VI è quello nel quale la media dei redditi risulta più bassa (17.058 euro) ampiamente al di sotto (-33,6%) del reddito medio dei contribuenti romani.

    La classe di età tra i 60 e i 74 anni è quella che in media gode di un reddito più alto (31.962 euro) ed è la classe di età più ricca in tutti i 15 municipi. I percettori di reddito sotto i 30 anni sono invece quelli che hanno una media reddituale inferiore.

    “Le forme della solitudine si vanno diffondendo”

    “Il Rapporto – ha spiegato il cardinale Angelo De Donatis – si concentra su chi non ha voce. Scopriamo attraverso i centri di ascolto Caritas delle parrocchie romane che in città esistono migliaia di persone che vivono in solitudine. Ci sono persone che non hanno mai avuto reddito regolare, che non riescono ad accedere al servizio sanitario nazionale pur avendone diritto e molti non riescono ad arrivare alla fine del mese. Le forme della solitudine si vanno diffondendo”.

    Sul tema, il sindaco Gualtieri ha osservato che “la dimensione della solitudine non è affrontabile semplicemente con l’erogazione di un supporto economico o con un pasto ma richiede anche un’idea di prossimità, di inclusione, di avviamento di percorsi partecipati per valorizzare le potenzialità delle persone. Noi pensiamo che tutti hanno cose da dare e da dire alla nostra comunità e includerle e ascoltarle ci rende tutti migliori”.

     

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