Home ATTUALITÀ Storie d’estate – Il pesce di Mimì

    Storie d’estate – Il pesce di Mimì

    palamita
    Galvanica Bruni

    Neanche funziona più il “buona pesca”, Mimì continua a portare a casa quintalate di pesce che viene sempre il sospetto non sia merito della sua canna, quanto il fatto che passi in pescheria prima di tornare a casa.

    Mimì è un barcarolo di Roma nord che si trasferisce quattro mesi all’anno nel personalissimo refugium peccatorum santamarinelliano e trascorre intere giornate su una zattera che lui stesso continua a definire barca. E ogni anno manda agli amici le istantanee del suo pescato che mai e poi mai divide con soci e amici.

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    C’è poi un’ulteriore sensazione, quella della solitudine (voluta) in barca, ore e ore trascorse a farsi trastullare dalle onde. Nel silenzio più assoluto.

    E qui viene in mente che Colapesce (nome come non mai adatto in questa storiella estiva) e Dimartino quando hanno scritto il successo sanremese “Splash” abbiano pensato a lui e al suo ménage familiare.

    Ricordate il refrain della canzone? “Ma io lavoro per non stare con te”… ecco, il “nostro” non può dire alla signora con cui divide le bollette di gas, luce e telefono che al mattino esce per andare al lavoro… e allora si rifugia al largo del Tirreno. E il suo refrain diventa “ma io vado a pesca per non stare con te”.

    Ovvio, la consorte lo sa, e lo lascia fare. Per lo meno fino a quando Mimì passerà in pescheria e porterà cibo sulla tavola.

    Moremassi

     

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