
Buon giorno direttore questa mattina uscendo dalla stradina del palazzo dove abito ho trovato parcheggiato in mezzo alla strada un monopattino di Uber Lime che ostruiva completamente l’accesso e l’uscita.
Ho cercato di contattare Uber ma sul loro sito https://www.uber.com/it/it/ non sono riuscito a trovare un numero di telefono utile per informarli dell’accaduto e richiedere l’immediata rimozione e la sanzione per l’utente così maleducato.
Ho pertanto chiamato lo 060606 e solo dopo 15 minuti di attesa sono riuscito a informarli dell’accaduto richiedendo la rimozione. Per la cronaca è passata un’ora dalla segnalazione e il monopattino è ancora li.
La strada dove abito, via del Podismo, sembra comunque essere particolarmente interessata al fenomeno dell’abbandono in posizioni che oserei definire quanto meno incivili di questi veicoli elettrici sia dei monopattini di Uber che delle bici elettriche di Dott.
Allego foto a corredo inclusive dei codici delle biciclette scattate questa mattina alle ore 7 in Via del Podismo.
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Purtroppo è ormai una abitudine di molti maleducati non solo per monopattini e biciclette ma anche per i motorini a noleggio. Abito nei pressi di Piazza Carli e la sosta “selvaggia” di tali mezzi è una costante su tutti i marciapiedi unitamente a quella di motorini e moto anche grandi di privati e/o negozianti.
Alcuni giorni fa ho evidenziato il problema ad una pattuglia di Polizia Locale intenta a multare le auto parcheggiate in curva o sulle striscie pedonali: la risposta è stata “siamo pochi per intervenire su tutto”.
I maleducati quindi possono stare tranquilli; finchè il comune non decuplicherà l’organico la faranno sempre franca.
Chi ha il monopattino di proprietà se ne guarda dal lasciarlo incustodito, lo sa che il monopattino è diventato in men che non si dica simbolo di sciatteria e strafottenza, per via della Farnesina ma anche per le vie del centro incontri monopattini ‘abbandonati’ dappertutto. Spesso per uscire dal parcheggio devo spostarne un paio ma non posso far altro che appoggiarli al muro per evitare di ostruire strade e marciapiedi e raddoppiando i disagi arrecati. Sono troppi e senza alcuna regolamentazione. E se c’è non è vigente o non è rispettata. In entrambi i casi sospenderei la licenza fino a quando i gestori non forniscano garanzie che tutto questo non rimanga impunito o che non avvenga affatto, assumendosi la responsabilità ponendo immediatamente rimedio. Anche io spesso ho chiamato, e il giochetto è stato sempre quello “Pronto pronto” e poi giù. Aggiungo che nel 90% dei casi vedo che di notte passano coi furgoncini, cambiano le batterie e lasciano tutto com’è, o al massimo se sono per terra li mettono in piedi, sempre di traverso sui marciapiedi.
I gestori di questi monopattini ect mi pare abbiamo mappature per lasciarli .al via multe instantanee se appena le lasci abbandonati”e c è troppa gente incivile come nei parcheggi delle macchine e motorini.nel rispetto di gente anziana e passeggini che oltre marciapiedi instabili li trovi bloccati
Propongo un cambio di titolo: da “Monopattini, spazio alla maleducazione” a “Monopattini, spazio all’ineducazione”.
Il 1 maggio 2023 in via Valdagno trovai parcheggiati 5 monopattini che impedivano il passaggio dei pedoni. Il girono successivo chiamai il Comando dei Vigili Urbani per avvertirli richiedendo la sanzione e lo spostamento.
L’addetto del centralino mi comunicò che loro non potevano fare nulla e di aspettare che prima o dopo la società di noleggio avrebbe recuperato i mezzi. questo fu fatto dopo 3 gg.
Secondo il mio parere i Vigili Urbani, acquisito il codice QR, dovrebbero sanzionare la società di noleggio. Questa ha i mezzi per risalire alla persona che ha abbandonato il mezzo e quindi ha la possibilità di recuperare la sanzione e dovrebbe impedire che il “cliente” possa nuovamente noleggiare un mezzo per poi continuare ad abbandonalo
Chi non rispetta il prossimo va educato entrando pesantemente nelle proprie tasche. Se in possesso di patente gli andrebbero tolti i punti, se invece non è impossesso no gli andrebbe rilasciata .
Solo mettendo ed applicando regole severe si può tentare di educare.