Home AMBIENTE Fascia Verde, dibattito in XV. Patanè: “Parliamo di salute, non di mobilità”

Fascia Verde, dibattito in XV. Patanè: “Parliamo di salute, non di mobilità”

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Galvanica Bruni

“Siamo d’accordo a modificare la delibera (sulla nuova Fascia Verde, ndr) e abbiamo inviato una lettera alla Regione Lazio per l’istituzione di un tavolo tecnico per le modifiche da apportare”.

E’ quanto ha dichiarato l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, intervenendo nella mattina di martedì 9 maggio al Consiglio straordinario del Municipio XV convocato dalla maggioranza di centro-sinistra per dibattere sui riflessi della Fascia Verde sul territorio di Roma Nord e più in generale del tema della mobilità con riguardo a quella su ferro.

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Non a caso era presente anche Amelia Colaceci, presidente della Società regionale Cotral, che da luglio dello scorso anno ha preso in gestione la Ferrovia Roma Nord che sulla tratta urbana, da inizio Flaminia fino alla stazione di Piazzale Flaminio, trasporta migliaia di utenti al giorno. E i dati che ha presentato sono confortanti, l’inversione di tendenza rispetto al passato è netta e chiara.

Ma andiamo con ordine. Parlano i cittadini

La seduta si apre con l’invito ai cittadini – presenti in gran numero e agguerriti – da parte del presidente del Consiglio municipale, Stefano Cavini, a esprimere le proprie opinioni in modo civile. E’ infatti ancora fresca la memoria di un dibattito pubblico tenutosi nei giorni scorsi in cui gli animi si sono eccessivamente scaldati finendo negli insulti e nella bagarre.

A prendere la parola per prima è una residente, Lucia Guida, che pone sul tavolo un problema dalle dimensioni poco note. “Cosa ha fatto o cosa sta facendo il Comune per le migliaia di caldaie degli uffici pubblici che quando accese inquinano quanto o più delle vituperate auto diesel?”

La segue a ruota Enrico Ingami, che parla a nome di un nutrito gruppo facebook annunciando la prossima costituzione di un’entità giuridica pronta a battersi in tutte le sedi, dal Tar alla Cassazione, contro questo “abominio di delibera” che penalizza le fasce meno abbienti che dovranno rinunciare alle loro auto senza avere la disponibilità economica per poterne acquistare una nuova.

Per Carlo Camarlinghi, altro residente, questa delibera “rischia di passare alla storia per l’esclusione delle periferie sociali dalla vita della città. Chi non si può permettere una macchina nuova è condannato all’isolamento” mentre chi inquina con altri mezzi continua a farlo. “Fa rabbia constatare che le caldaie delle 2200 scuole romane siano ancora a gasolio, senza contare tutte quelle della pubblica amministrazione. Un suggerimento, Signor Sindaco: metta in regola quanto di sua competenza e metta in mora gli Uffici dell’Amministrazione centrale”.

 La parola a Torquati e Patané

Pende la parola il presidente del Municipio, Daniele Torquati, per sostenere che “Non si può dire che questa amministrazione municipale è supina a quella capitolina. Credo che sia importante che ogni municipio e ogni consigliere su temi importanti come rifiuti, mobilità e trasporto pubblico debbano tenere l’asticella alta in relazione ai temi trattati. Oggi trattiamo un tema che è europeo, nazionale regionale e comunale. E tutte le forze politiche si devono confrontare con senso di responsabilità”.

Tocca quindi a Eugenio Patané, che esordisce dicendo “Siamo d’accordo a modificare la delibera (sulla nuova Fascia Verde, ndr) e abbiamo inviato una lettera alla Regione Lazio per l’istituzione di un tavolo tecnico per le modifiche da apportare”.

Patanè ricorda poi la genesi della delibera adottata dalla Giunta partendo dal fatto che l’Italia è stata condannata due volte dall’Europa per sforamento del  biossido di azoto (NO2) e delle polveri sottili (PM10). L’ultima è del 2022 e Roma e il Lazio sono stati fra i protagonisti di questi sforamenti. Da qui nasce il “piano di qualità dell’aria” emesso dalla Regione Lazio a ottobre del 2022 con norme attuative il cui rispetto è obbligatorio da parte del Campidoglio. Per esempio, i diesel euro 4 dovevano essere messi al bando già da novembre 2022.

“Al Comune di Roma si deve se ciò non avvenuto e se, a biglie ferme, avverrà solo da novembre 2023 – sottolinea Patanè – perché grazie al nostro lavoro abbiamo ottenuto dalla Regione l’ok ad applicare misure più graduali a condizione di ottenere lo stesso risultato in termini di rientro dei limiti in materia di No2 e PM10”.

Per quanto riguarda le caldaie, le loro emissioni – sostiene l’assessore – “non incidono sugli inquinanti che è necessario ridurre. Il 95% delle caldaie è a metano e non incide sui valori di NO2 e PM10 che vanno ridotti. Il 59% della produzione di NO2 è invece dato dal trasporto privato nella nostra città”.

“Sia chiaro – sostiene con forza Patanè – il provvedimento adottato dal Campidoglio con la relativa delibera di giunta non è un provvedimento di mobilità ma di salute pubblica”.

E ai sostenitori dell’annullamento della delibera manda a dire: “Volete farla annullare? Non cambierà niente, perché allora varranno le norme della Regione Lazio, ancora più restrittive”.

Infine i risvolti sociali. “Confermo – conclude Patanè – che il Campidoglio è attento alle esigenze sociali, siamo consci che c’è una difficoltà sociale di tanti cittadini che dovranno cambiare la loro auto ma non ce la fanno. Questo è uno dei punti messi sul tavolo tecnico con la Regione.”

La parola all’opposizione municipale 

Per Giuseppe Calendino, FDI, Non solo i mezzi privati ma anche “Caldaie, mezzi, pubblici, treni urbani, addirittura il traffico aereo sono inquinanti. Guardiamo quindi all’insieme quando si parla di salute pubblica anziché limitarci alle auto private penalizzando i romani”.

Giuseppe Mocci, Lega, ribadisce che “c’è poco da discutere di mobilità a tutto campo, di treni, di metropolitana, di chiusura anello ferroviario che chissà quando arriveranno a Roma Nord. Qui abbiamo un problema impellente, la delibera della Fascia Verde che a novembre cadrà sulla testa dei romani come una mannaia. E novembre è domani. La delibera va ritirata ricominciando da zero. Punto e basta”.

Per Irene Badaracco, M5S, non ci sono dubbi. “Con questa delibera – afferma – si sta cercando di istituire uno stato di polizia. Multare, multare, multare senza dare ai cittadini alcuna alternativa”.

Stop, pausa

Sono le 14, gli ospiti lasciano l’aula e il presidente Cavini propone una pausa prima di riprendere i lavori.

L’aula dopo aver ascoltato le voci di maggioranza, dovrà discutere tre documenti presentati dall’opposizione e poi quello del centro-sinistra. Si prevede quindi un lungo dibattito il cui esito arriverà nel tardo pomeriggio e di cui daremo notizia con un successivo articolo.

Aggiornamento della sera

Ecco il documento approvato con le richieste al Campidoglio

Fascia Verde, le richieste del Municipio XV al Campidoglio

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1 commento

  1. Il provvedimento sull’estensione della fascia verde sarebbe in altre condizioni un provvedimento di buon senso ma nel nostro paese ovviamente non lo è anzi…ieri l’onorevole Malpezzi ha detto, nel corso di un dibattito, che dopo l’istituzione della ZTL il Sindaco Gualtieri interverrà sul trasporto pubblico. I problemi quindi non vengono risolti PRIMA ma dopo! Qui non c’entra la salute ma solo i quattrini. La politica dell’ UE è quella di far fare cassa alle banche usuraie; non è bastato l’aumento dei tassi (aumenti dei mutui anche oltre il 50% e nessuna modifica del tasso di inflazione!) ora si vuole che le persone acquistino nuove auto attraverso prestiti usurai da banche e finanziarie. Un giochetto messo in atto già qualche anno fa quando si disse che le auto Diesel non avrebbero potuto più circolare e allora ci fu la corsa all’acquisto di veicoli a benzina il cui mercato era in crisi.
    Era una balla. Balle che servono a mantenere in piedi il sistema dei prestiti a strozzo al solo scopo di far ingrassare il sistema bancario, quello che governa l’Europa.

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