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Parco Volusia, bello ma non in buone condizioni

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Galvanica Bruni

Il Parco Volusia in via del Fontaniletto,  traversa di via di Grottarossa, è uno dei più bei parchi di Roma Nord, non soltanto per le sue caratteristiche morfologiche ma anche perché è una fetta di territorio strappato alla speculazione edilizia.

Sufficientemente ampio, disposto su due livelli inframezzati da un bosco di sughere e lecci, verdissimo è il luogo ideale per lunghe passeggiate.

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Risente però di una manutenzione poco accurata; nonostante la sua apertura abbia richiesto una lunghissima gestazione (la parte bassa è stata resa accessibile solo nel 2021) e quindi possa essere considerato a tutti gli effetti un parco “nuovo”,  le sue condizioni oggi non sono buone, la manutenzione è carente e diversi sono gli inconvenienti a cominciare dalla presenza di cinghiali che, nelle ore notturne, arano i prati in cerca di cibo.

Innumerevoli le buche e i solchi scavati  tanto che alcune aree sembrano delle groviere;  alle buche si aggiungono poi  le feci dei cani che a quanto pare solo in pochi raccolgono e quei pochi che lo fanno abbandonano le bustine con il loro poco piacevole contenuto nelle aree pic-nic. D’altra parte al Parco Volusia non ci sono cestini per i rifiuti ma solo i paletti metallici di sostegno.Che fine abbiano fatto è un mistero.

I rifiuti sono un’altra nota dolente: sporco l’ingresso con le sue aiuole trasandate e tanti i rifiuti e le bottiglie abbandonate in giro (appellarsi alla mancanza di cestini non può certo essere una giustificazione).

Anche gli alberi sono trascurati; tanti quelli secchi e con i rami spezzati mentre i giovani alberelli recentemente piantati, forse a causa della mancanza di acqua, sono quasi tutti morti. A far da sfondo sono poi le numerose panchine in legno in pessime condizioni mentre le coperture in canne delle aree pic-nic si stanno tutte sfaldando.

Altra nota dolente è l’area recintata dei Casali Ghella con la cisterna romana, il tutto in condizioni disastrose.

E’ dell’aprile 2022 la notizia che  “Al Dipartimento capitolino Programmazione e Attuazione Urbanistica è stato affidato il compito di avviare le attività di progettazione finalizzate al recupero e alla ristrutturazione dei tre casali che, attualmente, sono recintati per motivi di sicurezza e versano in uno stato di degrado”.

La recinzione in effetti c’è ma dal momento che è danneggiata in più punti si può facilmente accedere all’area tanto che uno dei casali nonostante le distruzioni operate dal tempo e dagli uomini, sembra addirittura abitato.

Tutto oggi appare fermo e in una condizione di grave abbandono. In modo particolare la “cisterna romana” accessibile da una scala protetta da un piccolo casotto: una delle aperture a cielo aperto mostra sporcizia e rifiuti gettati dall’alto. Sarebbero bastate in fin dei conti poche assi per chiudere sia l’accesso che le aperture al fine di non aumentare danni e degrado.

Sapendo che il progetto di recupero dei tre casali verrà sviluppato in stretta collaborazione con il XV Municipio e terrà conto di un “percorso partecipato” con i cittadini,  ci siamo rivolti all’Assessore all’Ambiente del Municipio, Marcello Ribera, che ci ha detto che le numerose proposte arrivate al Municipio sono state trasmesse al competente dipartimento capitolino. La redazione del progetto ovviamente richiederà alcuni mesi mentre sono in atto le necessarie azioni per ottenere il finanziamento dell’opera.

Se per arrivare all’apertura del Parco Volusia c’è voluto quasi un quarto di secolo, l’augurio è che per mettere mano ai casali  e alla cisterna ci voglia qualche anno di meno. Nel frattempo non sarebbe male se il Parco Volusia fosse oggetto di manutenzione e se tornassero i cestini per i rifiuti, non fosse altro per non creare alibi agli incivili.

Francesco Gargaglia

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3 COMMENTI

  1. Buona sera
    Tutto Véro ….peccato perché camminando c e un aria stupenda e una visione su le montagne.. Che ti fanno sognare. E possiblile lottare contro la maleduicasione.??

  2. Con 4 distinte note trasmesse a nome di VAS Roma a febbraio del 2022 ho: 1- chiesto la fruizione dell’area archeologica in modo connesso al recupero dei tre casali; 2 – lamentato la mancanza di un’area cani, di aree ludiche e di fontane e fontanelle; 3 – sollecitato l’apertura di un terzo ingresso in fondo a via di Casale Ghella ed una cartellonistica standardizzata posizionata ad ognuno degli ingressi; 4 – chiesto l’acquisizione al patrimonio comunale dell’area “rubata” al parco Volusia (ed al parco di Veio) in fondo a via di Casale Ghella, per ottenere l’accesso alle due palazzine in corso di costruzione. Fatta eccezione per una risposta dilatoria dell’Assessore Sabrina Alfonsi, non é stato dato a tutt’oggi nessun seguito alle mie istanze, malgrado l’obbligo di risposta

  3. Purtroppo ancora oggi gran parte della Cassia e aree limitrofe versano in stato di degrado e di abbandono da parte delle autorità. Vale per i parchi, ma anche per le zone abitate. Basta osservare come, appena oltrepassato il raccordo anulare, la presenza di cassonetti per i rifiuti sia sempre più rada, con quei pochi presenti spesso inutilizzabili perché vecchi o impossibili da aprire. In molti condomini non c’e tuttora l’allaccio alla rete fognaria e si deve ricorrere alle fosse biologiche; nei piani alti in certe ore l’acqua stenta ad arrivare.Eppure i residenti continuano da anni a pagare il Comune per servizi inefficienti o addirittura mancanti. È una situazione che di giorno in giorno diventa sempre più intollerabile.

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