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    Il Natale degli Unni raddolciti

    BUON NATALE
    Galvanica Bruni

    La corsa ai regali, l’“obbligo” di sentirsi più accondiscendenti, più buoni, la storia del Natale che ci rende più umani si perde nella notte dei tempi.

    Per citare una differenza, l’anziano che attraversa sulle strisce pedonali e comunque ringrazia l’automobilista con un gesto della mano… adesso, in questi giorni, riceve un sorriso di risposta; ma quando non vige l’atmosfera natalizia, quello stesso anziano sente l’automobilista gridargli “che pensi de fermamme co l’imposizione della mano?”. Eppure, è lo stesso, identico cenno.

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    Al supermercato la cassiera non fa pagare i dieci centesimi per la busta della sporta, al bar “il caffè lo pago io, che ti faccio un bel regalo” e c’è chi assicura d’aver visto perfino il leader della Lega – che abita in zona – elargire la mancia al lavavetri di turno.

    E’ Natale si, e siamo tutti più buoni. Pure l’Erario, che non manda avvisi in questi giorni, è più buono. Magia del Natale, poesia dei gesti e delle parole. Ma durerà tutto il tempo d’un amen.

    Scavalcato Natale, torneremo a comportarci come gli Unni. Comunque, sfruttiamo il momento. E buon Natale.

    Massimiliano Morelli

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