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Castel Giubileo, breve itinerario naturalistico

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Claudio Galli

L’itinerario che vi proponiamo è breve e facile e raggiungibile agevolmente in poco tempo; per percorrerlo ci vogliono 40-50 minuti ma se si dispone di tempo allora non basta neppure una mattinata tante sono le cose da vedere.

Nei pressi della Diga di Castel Giubileo, lungo Via Fornace Vignola, c’è un piccolo accesso che dà su di una sterrata che in un centinaio di metri porta alla parte bassa della diga. In questa area fino a poco tempo fa c’era una grande discarica, oggi bonificata.

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L’accesso (con una piccola piazzola che può ospitare 4-5 autovetture), immette su di un sentiero che si inoltra tra le canne e la vegetazione: il nostro itinerario naturalistico.

Quando erano ancora attive le fornaci di Labaro, l’argilla per i laterizi veniva prelevata da alcune cave nei pressi del corso del Tevere; chiuse le fornaci, le cave abbandonate si sono trasformate in piccoli laghetti. L’acqua dei piccoli specchi d’acqua arriva dalle piogge ma sicuramente anche dal fiume poco distante.

Si tratta di 3 laghetti (il quarto è stato trasformato in lago di pesca sportiva) in stato di abbandono frequentati per lo più da pescatori locali.

Nonostante i tanti rifiuti i laghetti sono piacevoli e ricchi di vita; è ben risaputo che gli specchi d’acqua, i fiumi e le aree umide sono i luoghi dove la biodiversità è maggiore. E i laghetti di Castel Giubileo ce lo confermano: oltre alle diverse specie ittiche le rive e le acque ospitano una diversificata fauna acquatica: germani, gallinelle d’acqua, cormorani e i grandi aironi cenerini.

Gli Aironi, maestosi, sostano spesso sui rami degli alberi a poca distanza dalle acque godendo cosi, nelle belle giornate, dei raggi solari; al minimo allarme spiccano il volo e lentamente, dopo ampi giri, cambiano posizione.

Anche la vegetazione è molto varia: canne comuni, canne palustri, rovi, alloro, pioppi giganteschi e poi tantissime piante di “carrubo”.

I canneti sono aree ideali che offrono protezione a tantissime specie; non solo uccelli, ma anche anfibi, insetti, roditori.

L’itinerario da percorrere come detto inizia dal varco su Via Fornaci Vignola, si inoltra tra due laghetti e poi piega a sinistra lungo le rive del terzo laghetto fino ad arrivare nei pressi del Tevere. Sorpassate un paio di baracche ci si inoltra tra grandi pioppi sino a raggiungere le acque del fiume.

Lo spettacolo è davvero magnifico: davanti il fiume e il costone con i resti delle antiche ville romane; a sinistra la diga , a destra la gigantesca ansa che si inoltra nella piana di Prima Porta.

Il sentiero, ora fattosi piuttosto stretto si inoltra nel fittissimo canneto sino a sbucare proprio ai piedi della diga e sulla sterrata dove un tempo c’era la discarica: un piccolo anello ricco di sorprese.

L’itinerario che vi abbiamo indicato non è all’interno di un parco pubblico né è attrezzato pertanto chi lo percorre lo fa sotto la sua responsabilità; va detto però che di pericoli non ce ne sono. Il sentiero si mantiene sempre a qualche metro dalle rive dei laghetti ed è pertanto sicuro. Ogni tanto è possibile scorgere delle “postazioni” realizzate dai pescatori.

Se vi recate in questa zona non dimenticate binocolo e macchina fotografica indispensabili per osservare e fotografare gli uccelli senza metterli in allarme.

Il sentiero che gira intorno ai laghetti forse coincide con un vecchio percorso naturalistico che sarebbe bene ripristinare; una operazione poco costosa ma che offrirebbe ai cittadini una bella opportunità per fare “bird-watching”.

Francesco Gargaglia

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