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Come tutelare i laghetti di Castel Giubileo

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Galvanica Bruni

Era il 2019 quando Vignaclarablog.it  segnalò per la prima volta una gigantesca discarica nei pressi della diga di Castel Giubileo, a Labaro;  negli anni le segnalazioni si ripeterono mentre la discarica cresceva a dismisura occupando una striscia di terreno lunga oltre 200 metri. Anche  RAI3 e Teleroma56 si occuparono della faccenda ma per arrivare ad una definitiva bonifica ci sono voluti 3 anni.

Oggi la discarica non c’è più. Dopo un lunghissimo lavoro iniziato nell’ottobre del 2021 per conferire in più discariche la mole enorme di materiali e detriti, finalmente quello che un tempo era un “sentiero natura”  è tornato pulito.

Al posto della discarica ora c’è una larga striscia di terreno, confinante con un piccolo laghetto, ricoperta di pietrisco bianco; la bonifica, operata dall’ENEL si è resa necessaria per l’allestimento di un cantiere  e ora questo terreno, la cui proprietà è ignota (forse appartiene ai vecchi proprietari delle cave) rischia però di ritornare a svolgere la funzione di “discarica”.

A sbarrare l’accesso un semplice new-jersey (né più né meno di come era primo) facilmente scavalcabile o anche rimovibile qualora si dovesse trattare di scaricare abusivamente materiali ingombranti.

Come allora salvaguardare questo  luogo?

La presenza di tre laghetti dovuti al riempimento di vecchie cave dove veniva prelevata la materia prima per la realizzazione di laterizi, rende il luogo di interesse naturalistico. In queste acque sostano e vivono durante tutto l’anno aironi (bianchi e cenerini), gallinelle d’acqua, germani, folaghe, cormorani oltre ovviamente a diverse specie di anfibi, rettili e pesci.

Un buon motivo per porlo “sotto tutela” e farne un “Monumento Naturale” né più né meno come accaduto per i Laghetti del Semblera a Monterotondo.

Anche a Monterotondo scalo vi erano numerose cave d’argilla abbandonate che con il tempo si erano riempite d’acqua trasformando il tutto in una pregevole area faunistica; niente impedisce che la stessa cosa venga fatta a Castel Giubileo.

L’iter per la trasformazione in “monumento regionale”, grazie alla legge Regionale n.29 dell’ottobre del 1997 è semplice e non prevede neppure espropri nei confronti dei proprietari. E’ sufficiente che  venga fatta richiesta motivata alla Giunta Regionale. Come si evince dall’articolo 6, è una procedura  fattibile che metterebbe tra l’altro al sicuro quei terreni con annessi laghetti da possibili nuovi disastri ambientali.

Quale soggetto più idoneo del III Municipio (la cui area  rientra nel suo territorio) per attivare la procedura per creare il “Monumento naturale dei laghetti di Castel Giubileo”?

Francesco Gargaglia

 

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