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L’Olimpico, il pallone e le bighe

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Galvanica Bruni

Mentre si cerca ancora di capire dove sorgerà il nuovo stadio della Roma, l’Olimpico continua a ospitare partite di pallone tralasciando problemi primari come la sicurezza, il traffico, il caos.

E domani sera alle 21 si va di nuovo in scena, la squadra giallorossa scende in campo per affrontare il Betis, in palio c’è il prestigio dell’Europa league.

E qui va subito detto che il discorso legato alla partita di pallone diventa diametralmente opposto fra il botteghino del club e gli abitanti della zona. Leggasi: più gente si assiepa sugli spalti, minore diventa l’opportunità di parcheggiare l’auto o di uscire da casa senza problemi per chi dimora dalle parti del Foro Italico.

Contro gli iberici è previsto l’ennesimo tutto esaurito, e “sold out” sarà anche la partita casalinga di campionato tra Roma e Lecce prevista il 9 ottobre.

Manco a dirlo, s’innesca anche stavolta il piano mobilità, fra strade chiuse, direzioni di marcia obbligatorie e parcheggi inesistenti. Ma per una città costruita per le bighe, inadeguata al cambio di passo dei tempi moderni, quel piano funziona a scartamento ridotto. Come una biga che perde la ruota di legno e non si sa dove andrà a sbattere.

Massimiliano Morelli

Viabilità stadio Olimpico

Ecco il piano viabilità in vigore intorno allo stadio

Roma nord sempre più prigioniera del pallone

 

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3 COMMENTI

  1. Basterebbe fare un “blocco totale della circolazione” (come si fa per abbassare, inutilmente, i valori delle polveri sottili). Chi vuole andare allo stadio ci va con i bus, metropolitana, taxi, treno o in bicicletta.
    Per fare questo servono ovviamente Amministratori capaci ed energici che non siano politicamente ricattabili.
    Ovviamente a Roma non c’è ne sono…..

  2. Grazie alla genialata di programmare la partita in un giorno infrasettimanale con orario serale, tutto il quadrante nord di Roma giovedì 6 Ottobre era totalmente bloccato. 1 ora per fare 5 km in macchina senza via di scampo: incroci con ingorghi selvaggi, persone esasperate, ambulanze bloccate nelle file a passo d’uomo. Il tutto senza l’ombra di un vigile finché non si giunge all’altezza di Ponte Flamino, dove è schierata l’intera armata cittadina ma solo per il flusso di tifosi parcheggiati in ogni dove (senza criterio né multe). Ed erano solo le 19. La misura è colma.

  3. Tutto vero riguardo al disagio , al traffico , al quasi blocco di parecchie attività.
    Ma , ma il Calcio è una delle maggiori industrie Italiane , genera quasi 5miliardi di fatturato ( di cui 1,2 al fisco per la sola parte professionistica ) , l’occupazione di qualche decina di migliaia di persone forse più con l’indotto.
    In tutte le maggiori città europee le squadre di calcio hanno avuto la possibilità di costruire il proprio stadio facendo massima attenzione alla viabilità , all’estetica del circostante eccetera
    A Londra praticamente ogni squadra ha il suo stadio ad esempio
    Solo qui in Italia pare sia una cosa complicatissima , quasi una sciagura ed in particolare a Roma , peggio di un termovalorizzatore !
    Una volta è il Coni , un’altra sono gli ambientalisti oppure il Demanio piuttosto che l’Ente parchi o la Sovraintendenza eccetera eccetera
    Lasciate che le squadre romane , Roma e lazio costruiscano il loro ( e con il loro ) , aldifuori della cerchia cittadina ed opportunamente collegate , finiranno tutti questi piagnistei.
    Rimarranno così solo le settimanali manifestazioni , concerti&C
    ( le partite a livello europeo si debbono tenere necessariamente nel mezzo della settimana , sabato e domenica invece campionato italiano . nds )

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