Home SPORT Oggi… quarant’anni fa

Oggi… quarant’anni fa

italia-germania-1982
Claudio Galli

Quell’11 luglio del 1982 non sentivamo il caldo, forse era lo stesso di oggi, ma senza i social pronti a ricordarci che abbiamo ormai le stesse temperature africane – con l’aggiunta di quelli che ne sanno sempre una più del diavolo e che sottolineano con argomenti scientifici più o meno “copiati” (chissà dove) e “incollati” sulle proprie pagine di riferimento che questa è l’era del cambiamento climatico – quell’afa neanche la sentivamo.

Stavamo per prepararci alla finale con la Germania, fra discorsi da bar retorici legati alla guerra e soprattutto alla semifinale del 1970, quella dell’Azteca.

Continua a leggere sotto l‘annuncio

Abusammo, quel giorno delle lenzuola vecchie di nonna e di bombolette spray per scrivere “forza azzurri”, striscioni utili per incorniciare i balconi, con buona pace dei gerani di mamma.

Ci preparammo, non parlammo d’altro fino al fischio d’inizio, organizzammo “pizzate” invidiando chi, quella sera, avrebbe vissuto la finale al “Santiago Bernabeu”. Criticammo Bearzot per la scelta di sostituire l’acciaccato Antognoni con Cabrini pensando che il “vecio” voleva difendersi proponendo un terzino sinistro al posto di un fantasista; imparammo a memoria articoli di quotidiani sportivi, andammo a cercare amici che avevano lavorato in Germania per sfotterli visto che avevano preferito la terra dei crauti a quel paradiso terrestre chiamato Italia.

Fantasticavamo bellezze teutoniche rosolarsi al sole sulla riviera romagnola e storpiavamo la lingua germanica ripetendo all’infinito frasi stupide tipo “chetsvigen tsvagen”. Roba d’una Italia in bianco e nero, molto più sentimentale rispetto a quella che viviamo ora.

Ma il lavoro neanche all’epoca c’era, qui da noi, e allora toccava emigrare. Al fischio d’inizio terminò il traffico, come d’incanto, e il Paese ammutolì.

Massimiliano Morelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome