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    Le mascherine di… Sigmund Freud

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    Esposizione al sole

    Stona per niente quella storiella legata a Sigmund Freud, quella che pressappoco recita la frase “Freud è morto in tempo per evitare di psicanalizzare i fatti di oggi”. Anzi, appare quanto mai azzeccata se rivolta agli italiani, popolo che paga le accise della benzina di ottant’anni fa senza batter ciglio ma che poi si lamenta dei 10 centesimi che gli costa la busta della sporta al supermercato.

    La mascherina, a uno come Freud, l’avrebbe mandato ai matti.

    Perché quando è scoccata l’ora dell’obbligo, si è scatenato il pandemonio. C’era chi prendeva la costrizione come un affronto, chi come un sopruso, si pensava persino di fare una class action contro le mascherine, e magari si sarà ipotizzata pure l’interrogazione parlamentare.

    “Io la mascherina non la metto”, “Non respiro”, “Oddio, ma che obbligo è?”, “Ci trattano come burattini”, il refrain era questo, mentre non pochi – disconoscendo la storia – addirittura pensavano d’esser tornati indietro, ai tempi del Ventennio.

    Il tutto per tacer di chi la indossava male, come “reggimento” o comunque col naso scoperto, e trovava sempre qualcuno pronto ad additarlo come un appestato, dito puntato contro e sensazioni del tipo “vedete? E’ questo che indossa male la mascherina, che ci sta contagiando”.

    Ci siamo abituati, un paio d’anni sono serviti, anche se tutti non vedevamo l’ora di togliersela. Si voleva mostrare il labiale, il sorriso, il volto completo… e come non dedicare un pensiero ai collassi economici patiti da certe aziende di rossetti, le cui vendite sono scese ai minimi storici… Del resto, se le signore dovevano indossare la mascherina, che se lo mettevano a fare il rossetto?

    Ma siamo talmente strani, come popolo, che una volta affrancati dalla mascherina e al termine di quel centesimo di secondo in cui abbiamo esclamato “finalmente!”, abbiamo ricominciato a indossarle. Anche se l’obbligo non c’è più. E non sono pochi i luoghi dove, a dispetto dei santi, i cartelli con l’obbligo-mascherina siano ricomparsi.

    Così, per l’ennesima volta, il popolo dimostra di che pasta è fatto. Quella del bastian contrario, che se gli viene detto “non ti buttare nel Tevere”, invece s’inerpica su ponte Mollo e si tuffa a bomba. Così, per far dispetto.

    Massimiliano Morelli

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