
A La Storta, è l’unico tratto di via Cassia senza marciapiede e come se non bastasse proprio lì, davanti al 1608, un grappolo di cassonetti rende la vita impossibile e chi vi abita.
Cattivo odore, liquami, qualche topo ma non c’è verso che l’AMA li sposti, quei contenitori paiono inamovibili costringendo i pedoni ad aggirarli camminando sulla strada col rischio di essere investiti.
E’ di pochi giorni fa la denuncia di una residente che segnalandone la presenza ingombrante e igienicamente insostenibile, stigmatizzava anche l’abitudine invalsa di chi, venendo a Roma dai comuni limitrofi, usa quei cassonetti per gettare di tutto, evitando così di differenziare in casa propria.
E oggi, la stessa lettrice torna alla carica su facebook “per far comprendere la gravità di una situazione che non può e non deve essere accettata“.
Scrive proprio così, puntando il dito contro le decine e decine di cassette di plastica gettate alla rifusa accanto ai cassonetti. “Le centinaia di cassette della frutta, buttate come capita, vengono dai commercianti di zona” afferma la lettrice, sostenendo: “Se non hanno cura loro della zona in cui lavorano, come si possono lamentare poi se la gente non compra nel quartiere?”
“E inoltre – si chiede – è davvero così difficile mettere telecamere o fototrappole, per impedire che una via consolare millenaria si trasformi in discarica a causa di zozzoni abusivi?” Già, giusta domanda.
La Storta, l’insostenibile situazione cassonetti di via Cassia 1608
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Buongiorno, vi ringrazio per il grande sostegno che ci state dando.
Ci tengo sempre a precisare che i consiglieri del Municipio XV sono attivissimi e solleciti sulla problematica.
Desidero ringraziarli per la loro attenzione e il lavoro che stanno svolgendo, lavoro che invece non porta avanti chi di competenza.
Un saluto