Home ATTUALITÀ La Storta, l’insostenibile situazione cassonetti di via Cassia 1608

La Storta, l’insostenibile situazione cassonetti di via Cassia 1608

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Esposizione al sole

L’ennesima denuncia sulla situazione dei cassonetti davanti al civico 1608 di via Cassia, a La Storta, questa volta ci giunge da Barbara C., stanca, come gli altri residenti di quel tratto di strada, di avere i cassonetti a una manciata di metri dalle sue finestre e di vederli sempre tracimare rifiuti che provengono dall’hinterland.

«Questa è la situazione quotidiana che ci ritroviamo ogni giorno grazie ai numerosi cittadini che vengono da ogni quadrante limitrofo a conferire qualsiasi cosa passi loro per la testa» ci scrive Barbara inviando delle foto per documentare le sue affermazioni.

«Domenica – racconta alla nostra redazione – ho parlato con un gentile signore che veniva da San Nicola a buttare cose che andavano assolutamente in discarica. La persona in questione mi ha detto che la raccolta differenziata da loro non passa, e l’organico marcisce sui marciapiedi, per questo vengono in trasferta a fare discarica sotto casa altrui. Ma la situazione non cambia nemmeno con i signori che provengono dalla zona Sud della Cassia: ogni giorno c’è un “contro pellegrinaggio” che risale la corrente del fiume di spazzatura che hanno in casa, e quello che vedete è il risultato».

Ma non è tutto. Barbara incalza, dicendo che c’è da tener conto anche «dei gentilissimi cittadini che lasciano i secchioni aperti per fare il tiro delle buste direttamente dalla macchina, ed evitiamo di soffermarci anche su tutta la mondezza che, lasciata fuori, tracima dentro il cortile di casa degli sventurati che abitano attaccati ai cassonetti: fazzoletti, tovaglioli, sigarette, mascherine, e tantissime altre sorprese».

E non finisce qui, c’è dell’altro, c’è anche un problema di sicurezza stradale perché i cassonetti, spiega Barbara, «spesso restano su tre ruote in quanto sotto ci vanno a finire le buste dei rifiuti e quindi, in pendenza, il rischio che si ribaltino è elevato. Inoltre la loro presenza in quel punto costringe le persone a camminare sulla strada. Sappiate che tutte le mattine vedo una signora che accompagna due bambini a scuola: la signora tituba molto prima di immettersi in mezzo alla carreggiata con i figli, perché sappiamo bene cosa rischia. La signora è un esempio, perché di gente in quel tratto ne passa parecchia, compresa la sottoscritta che, ogni volta che deve andare dai commercianti in piazza o alla stazione, spera di arrivarci (e tornare) integra».

«Nonostante il solerte interessamento da parte del Municipio XV il risultato di questa vicenda dovuta al disinteresse di Ama e del Comune, è che – conclude Barbara – nonostante quei cassonetti non abbiano neanche la distanza minima dalle abitazioni, nonostante la puzza, lo schifo, i topi che ci entrano in casa, nonostante costringano le persone a convivere con una discarica abusiva, sembra che non ci sia modo  di risolvere questa situazione, almeno in tempi brevi.
Così, nel 2022, e con il rischio che a breve ci venga il colera o che qualcuno ci prenda in pieno con l’auto facendoci volare fino a Olgiata, non è possibile porre fine in tempi immediati a questa oscenità. Mi chiedo se i diritti e la sicurezza dei cittadini siano un optional in questa città».

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2 COMMENTI

  1. Il marciapiedi della vergogna. Noi residenti lo chiamiamo così.

    Mi diceva mio nonno che il tratto di strada (circa 10 metri) dove ci sono i cassonetti, che fa parte del percorso della via Francigena, e’ esattamente il tracciato della vecchia via Cassia del tempo dei Romani, prima che venisse fatto il muraglione della cattedrale e l’allargamento della carreggiata stradale.
    E’ stato ripetutamente chiesta dai residenti (anche per conto dei pellegrini!!!!!) la costruzione di un marciapiede ma invano. E’ l’unico tratto della via Cassia senza un marciapiedi, manco ci fosse una maledizione!

  2. Sono d’accordo è una vergogna sia la situazione dei cassonetti che la mancanza dei marciapiedi. Dei super marciapiedi sono stati fatti lungo tutta la Cassia, perché alla Storta no? Non abbiamo diritto alla sicurezza oltre che al decoro urbano?
    Avete i mezzi per risolvere questi problemi, quindi ci aspettiamo una risoluzione definitiva al problema!

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