Home ATTUALITÀ Fleming, 2mila metri quadri privati di degrado

Fleming, 2mila metri quadri privati di degrado

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Esposizione al sole

Le colonie di topi che si diramano per il quartiere e denunciate pochi giorni fa su queste pagine hanno un indirizzo ben preciso. Le loro tane sono in un’area privata di via Monterosi, un’area da bonificare con la massima urgenza e per la quale, a breve, il XV Municipio emetterà una diffida ai proprietari.

Si tratta di uno spicchio del quartiere Fleming,  2mila metri quadri che confinano da un lato con l’area cani di via Valdagno e dall’altro con l’area parcheggio dell’Hotel Colony di via Monterosi.

Un fazzoletto di terra lasciato all’incuria e all’inciviltà da molti anni e i cui proprietari sono due istituzioni religiose che a loro volta l’hanno ricevuto in eredità: la Fondazione Fabozzi, di sede a Napoli, e l’Ente dell’Ordine dei Chierici della S. Madre di Dio.

L’area è liberamente accessibile perché senza cancello o divieti, ma al suo interno si riesce a passare a mala pena tra l’erba alta, i rovi e soprattutto una gran massa di rifiuti abbandonati.  Scarpe, vestiti, coperte, pentole, tegami, reti da letto, biciclette, ventilatori e due baracche diroccate, tutti segni che per diverso tempo è stato un precario rifugio di fortuna per qualcuno, e forse ancora lo è.

Una targa lasciata a terra riporta la scritta “Circolo ricreativo Monterosi”, infatti anni fa, e per quasi un ventennio, questo piccolo terreno è stato sede di un circolo bocciofilo organizzato da una cooperativa di quartiere.

Il sopralluogo del XV

A seguito delle segnalazioni sulla presenza di colonie di topi nei dintorni di via Monterosi e via Valdagno, nei giorni scorsi l’Assessore alle politiche ambientali de Municipio XV Marcello Ribera, il Dipartimento capitolino all’Ambiente e Ama hanno effettuato un’ispezione.

“Le derattizzazioni vengono effettuate di frequente”, ci assicura Ribera, “ma durante il sopralluogo della scorsa settimana sono state ritrovate diverse tane e quindi va eseguito un intervento al più presto”.

I proprietari sono già stati informati per vie brevi, ma nei prossimi giorni riceveranno una comunicazione formale. “Sto aspettando che la presenza delle tane venga comunicata per iscritto dal Dipartimento Ambiente. Una volta formalizzata la necessità di bonifica dell’area, il Municipio invierà una diffida ai proprietari affinché provvedano ad adempiere ai loro doveri di risanamento del luogo entro 30-45 giorni”.

Per i residenti la situazione non è più sostenibile. Oltre ai cinghiali e ai gabbiani, ora anche i topi, e non solo attorno ai cassonetti: “Ne abbiamo trovati anche in giardino e in cantina”, ci racconta una signora di via Monterosi.

Ci sarebbe pure un bel progetto

Il comitato “I Quartieri della Stazione di Vigna Clara e Dintorni” ha avviato da un paio d’anni un dialogo con i proprietari per prendere il terreno in comodato d’uso e riqualificarlo.
“Vorremo restituire l’area agli abitanti del quartiere attraverso il progetto “L’albero della vita” – spiega Cristina Tabarrini,  presidente  del comitato – un progetto che prevede panchine, tavoli da scacchi, un gazebo per il ristoro, un campo da bocce e d’estate il cinema all’aperto, al netto della continua manutenzione”.

Ovvio che la prima bonifica, quella da fare a fondo e in modo drastico, non può essere a carico del comitato. Lo conferma Tabarrini dicendo appunto che “potremo farci carico dell’area solo dopo la bonifica, la potatura degli alberi e lo smantellamento delle baracche”.

E allora non resta che sperare che i due enti religiosi si mettano una mano sulla coscienza e un’altra nel portafoglio per regalare agli anziani del quartiere 2mila metri quadri di relax. Possibilmente senza topi, grazie.

Giulia Vincenzi

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