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    I giovani non vogliono lavorare? Quante bugie…

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    Quante bugie nei confronti dei giovani, quanta dietrologia, quanta saccenza, soprattutto da parte di chi ha i piedi al caldo. Quanta voglia di sentirsi superiori.

    Le recenti dichiarazioni elargite da un paio di vip legate alla mancata voglia di lavorare da parte di quella forbice di popolazione che va dai 18 ai 30 anni dovrebbe scaturire un dibattito vero, leale, schietto. Invece si procede per frasi fatte e luoghi comuni, e quel sintetico e banale “i giovani non hanno voglia di lavorare” suona come un tamburo africano, monocorde e continuo, mentre la tribù balla.

    La “mala informazione” crea un popolo di lettori che in un amen salgono sullo scranno e discettano, disquisiscono. Spesso sproloquiano. Si dice che puntino al denaro, che vogliano “solo” sapere quanto prenderanno a fine mese.

    Domanda lecita, forse a un giovane non è dato sapere se avrà per lo meno i soldi per andare al lavoro? Non tutti vivono con mamma e papà, e comunque non è detto che un genitore si debba sobbarcare anche le spese di un ragazzo (ma sarebbe meglio scrivere uomo) che vuole lavorare.

    Fra le proposte lavorative, ne abbiamo lette alcune dal mondo degli avvocati: “Cercasi praticante, richiesta solo volontà di apprendere”; “Possibilità di instaurare una collaborazione attiva al termine del periodo di pratica”; “Rimborso spese da valutare dopo periodo di ambientamento”.

    Il tutto per tacere di quella “Asl romana che cerca praticanti a 350 euro-mese forfettari, pagamento dopo sei mesi”. Mondo difficile, quello degli avvocati? Fra i giornalisti, qualcuno si è sentito rispondere che “collaborare anche non pagati in una redazione significa farsi un nome”. Capita l’antifona?

    Ma il discorso non riguarda solo le cosiddette professioni “prestigiose”. Qua si spazia dai ristoratori che prendono a lavorare i camerieri pagandoli con le mance dei clienti e baristi costretti a lavorare in nero, che “tanto sei giovane, alla pensione ci penserai”.

    E di recente un cinquantenne laureato che ha risposto a un annuncio di lavoro, si è sentito rispondere in maniera sibillina: «Lei è troppo qualificato, a noi bastano un paio di stagisti, li paghiamo due spicci e portano il caffè». Già, i giovani non hanno voglia di lavorare…

    Massimiliano Morelli

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    1 commento

    1. l’ennesima leggenda creata dai padroni x sfruttare, io ho 57 anni e lavoro da più di 30,mio figlio perennemente stagista a 500 euro, ne ho viste centinaia di cose così… finito lo stage… avanti un altro… ovviamente gratis… e loro si arricchiscono sempre più

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