Home ATTUALITÀ  Riapertura stazione Vigna Clara, la lotteria delle date. Giugno 2022?

 Riapertura stazione Vigna Clara, la lotteria delle date. Giugno 2022?

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Lo scorso 3 dicembre, Eugenio Patanè, assessore capitolino alla Mobilità, dichiarava alla stampa: “Grazie al lavoro congiunto di Roma Capitale, Regione Lazio e RFI, entro il primo trimestre del 2022 potrà partire l’esercizio della tratta ferroviaria Vigna Clara-Ostiense”.
A rincarare la dose quattro giorno dopo ci pensava il sindaco Gualteri che gettando il cuore oltre l’ostacolo dichiarava “A gennaio aprirà la stazione dell’anello ferroviario di Vigna Clara, pronta da anni”.

“Proclami ai quali non ha fatto seguito nulla; la  sfiducia nella politica degli annunci e nella politica tout court, almeno in questa vicenda, risulta più che giustificata. Queste date, annunciate con enfasi, non sono mai state corroborate da verifiche presso l’unico attore titolato a farlo, cioè RFI”.

Parole amare quelle di Stefano Testi, vice presidente del Comitato “Un anello per Roma”, da anni in prima linea per la chiusura dell’anello ferroviario della capitale della quale la riapertura della stazione Vigna Clara con l’attivazione della linea Vigna Clara – Ostiense è l’ultimo prerequisito indispensabile.

“In questi giorni abbiamo appreso che l’Ansfisa – Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, nel marzo del 2021 ha preso in carico la pratica della verifica della sicurezza della linea emettendo un primo certificato di agibilità nel successivo mese di luglio. Poi, in sede di riunione per acquisire altri elementi utili alla emissione del Certificato definitivo di Messa in Servizio, nel mese di settembre ha posto un ostacolo non indifferente all’apertura della linea. Ha chiesto cioè – continua Testi – a RFI ed Italferr il certificato di esito della prova a fuoco della parete in cemento armato di collegamento tra la parete della galleria e la finestra di evacuazione della ex stazione Farneto (ndr: in via monti della Farnesina, con la nuova linea non sarà riaperta).

Secondo Stefano Testi, “tale richiesta era immotivata e complicata, tanto che ci sono voluti tre mesi per svolgere la prova, certificarla e, a fine dicembre, consegnarne l’esito Agenzia che ora, come appreso dalla stampa, si riserva di emettere il Certificato di Messa in servizio entro 4 mesi, quindi entro il 30 aprile”.

Se effettivamente ciò accade – gli chiediamo – quali saranno i successivi step?
“Punto primo – ci risponde Testi – RFI deve chiedere a Trenitalia di stipulare un addendum al contratto di servizio con la Regione Lazio, la quale di concerto con le stesse, fisserà la data di apertura. Punto secondo, Trenitalia deve predisporre l’orario ferroviario, organizzare un pre-esercizio e l’istruzione dei macchinisti, preparare quattro treni modello “Taf” disponibili in deposito e, infine, modificare i turni dei macchinisti e dei capotreno a partire dalla data di attivazione”.

“Se tutto ciò viene fatto nei tempi e modi giusti, presumo che la stazione Vigna Clara e l’attivazione della linea con Ostiense potrà avvenire probabilmente con il nuovo orario estivo di giugno, non certo prima”.

“Quel che è certo – conclude con amarezza Testi – è che questa vicenda dimostra che la burocrazia è risultata essere strumento potentissimo in mano a tutti coloro che per un verso o per l’altro si sono opposti da sempre a questo nostro treno. E non solo, dimostra pure come in tutti questi anni la nostra stazione sia stata strumento di campagna elettorale”.

La sua speranza? “Spero solo di prendere il treno insieme a voi il prossimo giugno”.

Riapertura Stazione Vigna Clara, l’incertezza è l’unica certezza

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9 COMMENTI

  1. Mi scusi gentile Signor Testi, che cosa vuole dire “prova a fuoco della parete in cemento armato di collegamento tra la parete della galleria e la finestra di evacuazione della ex stazione Farneto “? Non sono un tecnico dei trasporti ma solo un tecnico di ingegneria civile e questa frase mi è quindi incomprensibile.
    Grazie

    • La fermata Farneto è stata soppressa ed il sito sarà utilizzato come uscita di sicurezza. Quindi normativamente andrebbe adeguato…

    • Gentile Giacarlo Vienza, anche io ho amici ingegneri e sono tutti rimasti sconcertati, come RFI ed ITALFERR, ad una richiesta del genere.
      Si puo’ ipotizzare una dose di fuoco sulla parete per verificare la tenuta della struttura ferro – cemento.
      Probabilmente hanno dovuto creare una specifica di prova, eseguire la prova, certificare l’esito e presentarlo alla ANSFISA.
      Sperando che l’agenzia non rigetti la prova stessa, sempre per rendere felici i nostri carissimi amici ricorrenti.
      Stefano Testi

    • La vergogna risale dal 1990… Nata male finirà allo stesso modo: creando problemi più che vantaggi. Ma come dice il saggio: “la dove non arriva l’ingegno arriva la speranza” un saluto

  2. ho capito..e allora non puo’ che essere come temo da tempo: stanno usando la galleria cassia-monte mario come hub strategico in caso di guerra (la famosa storia che gira da tanti anni che il tunnel sia attraversato da cunicoli che collegherebbero le “stanze del potere” politico di roma: montecitorio,palazzo chighi….) e si stanno nascondendo dietro motivazioni burocratiche fasulle per non far passare un treno “civile” dentro la galleria ..,perchè non posso credere che ci possano essere altre motivazioni che non questa..tutto il resto è follia burocratica paranormale e inspiegabile razionalmente

  3. Mah , veramente se continua questa tempistica per chi arriverà al traguardo finale sarà l’Odissea dell’ospizio !

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