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La Torre Molinario, piccolo gioiello nella campagna di Grottarossa

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E’ assai probabile che la slanciata torre che si innalza nelle campagne a Nord di Roma serva da riferimento agli aerei da turismo che dirigono sull’aeroporto dell’Urbe. Bella, slanciata e solitaria, ma non per molto.

La Torre Molinario,  piccolo gioiello incastonato nella campagna tra Grottarossa e Valle Vescovo , da anni subisce un lento ma inesorabile assedio. Le ville con piscina le sono oggi a ridosso; la più vicina si trova ad appena 60-70 metri.

Fino a qualche anno fa la torre, sulla cima della collinetta, svettava sulle verdi campagne attraversate da numerose  greggi; oggi le  pecore sono poche ma in compenso  ci sono case, ville, complessi residenziali e un centro commerciale, che hanno modificato completamente il territorio.

Un territorio che appare fortemente compartimentato e difficilmente percorribile a piedi o in bici; da una parte i grandi ed esclusivi campi da golf lambiti da Via di Valle Vescovo (la strada che collegava la Via Flaminia a Via di Grottarossa ) peraltro  non più accessibile; dalla parte opposta  il complesso di ville in costruzione che andranno ad aggiungersi a quelle già presenti; poco lontano l’Ospedale S.Andrea con il caotico parcheggio e infine le campagne adiacenti a Via Quarto Peperino, su cui pende l’incertezza del futuro.

La Torre Molinario (che prende il nome dalla tenuta Molinario di circa 500 ettari) è un vero e proprio gioiello anche se ora si presenta un po’ ammalorata. Costruita all’inizio del 900  in mattoni di tufo è alta circa 30 metri con l’estremità superiore leggermente più larga e forse, un tempo, merlata;  scopo della torre, come tutte le torri piezometriche, era quello di mantenere costante il flusso delle acque nelle tubature nelle ore di maggior utilizzo.

Una pompa portava l’acqua in un serbatoio sulla cima, acqua che poi per gravità precipitava verso il basso  mantenendo costante la circolazione della stessa.

Da anni la torre non assolve più a questa funzione; murata la porta, oggi ospita per lo più stormi di piccioni e di taccole (facilmente riconoscibili per la gran caciara che provocano se qualcuno si avvicina); circondata da vecchi impianti idraulici in parte demoliti è diventata anche zona di sosta per i cinghiali.

La targa in marmo posizionata sul lato Est non è più leggibile eccezion fatta per la data di realizzazione: Anno MCMXXVI.

I terreni circostanti sembrano in stato di abbandono  anche se la presenza di  contenitori con carotaggi lascia ipotizzare che su quell’area in futuro si potrebbe costruire.

In questo caso la Torre Molinario, che ricorda le belle torri senesi, probabilmente sparirebbe dalla vista e l’immagine della vasta  campagna con tanto di torre che punta al cielo sarebbe solo un lontano ricordo. Un motivo di più per intervenire, riportare la torre al suo antico splendore e salvaguardare in qualche modo quel che resta del paesaggio.

Francesco Gargaglia

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