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Greenway Parco di Veio, Badaracco (M5S): “Bene il dibattito, ma Piano d’Assetto prioritario”

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immagine di repertorio
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“Apprendo con grande soddisfazione dalla stampa locale dell’interesse manifestato da politica e cittadini per la notizia dell’approvazione in data 18 gennaio 2022 da parte del Consiglio del XV Municipio dell’ordine del giorno per la realizzazione del percorso sentieristico denominato Greenway del Parco di Veio“.

Così dichiara Irene Badaracco, consigliera M5S nel Municipio XV, sostenendo che, secondo lei, ciò sta destando maggiore interesse è l’emendamento all’ordine del giorno presentato a sua firma. Tale emendamento “impegna il Presidente e la Giunta del Municipio XV di Roma Capitale ad attivarsi presso la Regione Lazio affinché quest’ultima, acquisito al Piano di Assetto dell’Ente Parco di Veio, il Progetto di sentieristica tra il Parco Urbano Inviolatella Borghese e Isola Farnese unitamente alle note integrative, elaborato dall’Ente Regionale Parco di Veio, concluda lo studio di fattibilità complessivo degli elaborati indicati nel presente punto.
Ma non solo, impegna presidente e giunta ad attivarsi affinché la Regione Lazio esamini al più presto il Piano di Assetto dell’Ente Regionale Parco di Veio, concludendo in tempi brevi l’iter amministrativo per l’approvazione del Piano di Assetto, adottando apposita legge regionale
”.

“Alcuni parlano di cavillo o ostacolo alla realizzazione del sentiero ben sapendo che l’emendamento non è altro che un ausilio alla realizzazione del progetto sentieristico, essendo questo, già inserito nel piano di assetto dell’Ente Regionale Parco di Veio”.

“Il tema è molto delicato e di non facile comprensione – continua a consigliera – cercherò di spiegare con semplicità e in estrema sintesi la ragione per la quale l’esame e l’approvazione da parte della Regione Lazio del Piano d’Assetto, si pongono come prioritari e indispensabili ai fini della realizzazione di ogni altro progetto per lo sviluppo e la tutela del territorio del XV Municipio ricadente all’interno del Parco di Veio”.

“Come alcuni commentatori hanno ricordato e ritroviamo anche nella parte in premessa dell’All.to 2 “Relazione generale”: «Il Piano del Parco (…) ha come suo caratteristico compito quello di progettare e programmare gli interventi e le azioni finalizzate a favorire e a promuovere un nuovo modello di sviluppo, sostenibile in quanto non soltanto coerente con le finalità di tutela del territorio e dell’ambiente, ma fondato sul presupposto del loro attivo perseguimento.
Nel caso specifico di Veio, obiettivo del Piano è quello garantire il mantenimento o l’accrescimento della biodiversità, anche attraverso l’avvio di una rilevante trasformazione degli assetti economici e sociali, superando l’attuale subalternità periferica al capoluogo, per realizzare uno sviluppo autocentrato fondato sui caratteri endogeni del territorio, e in particolare sulle attività legate al turismo e al tempo libero e sull’agricoltura di qualità.
Dal punto di vista del governo del territorio, il Piano del Parco è tenuto a disciplinare la totalità del territorio interessato tant’è che esso “sostituisce i piani paesistici e i piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello”.
(…) si può asserire che è caratteristica precipua del Piano del Parco non soltanto l’assunzione della tutela dell’identità culturale e dell’integrità fisica del territorio quali condizioni di ogni scelta di trasformazione, cioè quali limiti, ma soprattutto quali prerequisiti, per perseguire uno sviluppo sostenibile, ma anche la definizione, la progettazione, la programmazione dei caratteri e dei percorsi dello sviluppo sostenibile, nonché degli interventi a esso funzionali, e a esso finalizzati».

“E’ chiaro perché spiegato nel Piano d’Assetto che l’istituzione del Parco e la redazione degli strumenti di pianificazione e gestione – sostiene la consigliera – costituiscono l’unico strumento per stimolare nuovi modelli d’uso delle risorse e di crescita economica e occupazionale superando l’attuale subalternità periferica al capoluogo”.

“Pensare di realizzare un sentiero – che a detta di Pietro Gazzani, Italia Nostra «(…) è già esattamente riportato nel Piano del Parco di Veio.  Non resta che da decidere da parte delle amministrazioni competenti se procedere ed affrontare il nodo delle proprietà private che insistono su circa metà dello stesso per poter offrire a cittadini e turisti ciò che è già disponibile in altri parchi», per quanto importante e atteso da tutti, anche dalla scrivente – senza che la Regione Lazio abbia concluso l’iter amministrativo per la definizione e l’approvazione degli strumenti di pianificazione e gestione, significa non avere cura del territorio e della comunità, esponendo tra l’altro Roma Capitale al debito di “compensazione edificatoria” – per effetto della delibera del Consiglio Comunale n. 92, del 29 maggio 1997 conosciuta come “Variante al Piano Regolatore Piano delle Certezze” -,  senza garantire il perseguimento degli obiettivi di sviluppo economico, imprenditoriale e occupazionale attesi da decenni”.

Secondo Irene Badaracco, dunque, “è questo chiede grazie al M5S il Consiglio del XV Municipio: uniamoci tutti per chiedere alla Regione Lazio di approvare il Piano di Assetto piuttosto che invocare l’avvento della “figura di alto profilo che possa accelerare la fase realizzativa e adoperarsi per sciogliere alcuni nodi che inevitabilmente si presenteranno (ad iniziare da quelli relativi ai passaggi su fondi privati)”.

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