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Natale sotto i ponti di via Flaminia

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Esposizione al sole

Molto tempo fa una coppia di sposi in viaggio, non essendo riusciti a trovare alloggio, fu costretta a ripararsi in una baracca dove la donna diede alla luce un bambino che, diventato adulto, cambiò i destini dell’umanità.

A distanza di così tanto tempo, nonostante gli stravolgimenti epocali che hanno trasformato gli abitanti del pianeta, qualcosa sembra non essere cambiato affatto. Così come non è cambiata la situazione di chi da anni vive in condizioni di estremo degrado sotto i cavalcavia in cemento di via Flaminia.

SI tratta di intere famiglie che hanno trovato riparo sotto le rampe della consolare e che vivono, con le loro povere cose, in condizioni di grave precarietà, senza acqua corrente e servizi igienici e per di più esposte all’inclemenza della stagione invernale.

A marzo del 2021 raccontammo proprio come al di sotto di ponti, cavalcavia e rampe che si intersecano sulla Via Flaminia vivesse un gran numero di persone in stato di indigenza, tra sporcizia e topi.

Un fatto noto, perché la popolazione di sbandati e senzatetto che occupa quegli spazi non rappresenta certo una novità; insieme alla sporcizia e ai rifiuti che assediano la linea ferroviaria e le sue stazioni, c’è una comunità di senza tetto ben  conosciuta alle istituzioni.

Quello che lascia perplessi è che il 26 gennaio del 2021, ancor prima della nostra ennesima denuncia, il XV Municipio approvava un Ordine del Giorno sul reinserimento sociale dei senza-tetto. Sono passati 11 mesi  eppure quella gente, uomini, donne, bambini, anziani sono ancora là.

E poca importanza ha che queste persone possano essere dei clandestini o individui che non hanno titolo per rimanere nel nostro territorio perché in un paese civile non si tollerano (o non si dovrebbero tollerare) situazioni simili di degrado. O quanto meno queste situazioni, andrebbero  affrontate con metodo, perseveranza e soprattutto rapidità  al fine di ridurre il disagio dei più deboli.

Ma cosa chiedeva quel documento? Fatte le dovute premesse dove si evince che il 27,3% dei senza fissa dimora vive nel centro Italia e che a Roma si stimano tra i  senza tetto e gli interessati al fenomeno del “barbonismo” circa 15.000 individui, il Consiglio del XV Municipio impegnava il Presidente e l’Assessore alle Politiche Sociali a far effettuare agli uffici una ricognizione dei senza fissa dimora sul territorio del municipio, a strutturare un progetto predisposto su più fasi per il reinserimento delle persone senza fissa dimora ma, soprattutto, a rinvenire una struttura che possa essere destinata a centro di accoglienza diurna e notturna.

Ma tant’è. Nel frattempo  gli spazi sotto le arcate in cemento continuano a essere occupati da masserizie e povere cose oltre a un gran numero di piumoni e coperte. Insomma, anche il Natale del 2021 i disperati di via Flaminia lo trascorreranno in condizioni di estremo degrado.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Volevo far notare che sotto il cavalcavia che porta alla stazione di Grottarossa hanno finalmente smesso di scaricare mobili, materassi etc. TUTTO PIENO!!!

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