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Uomini e topi in via Flaminia

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“Sembra di essere nel regno dei topi, dove ai morti non hanno lasciato neppure le ossa”. Questa frase, contenuta in un famoso romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck dal titolo appunto “Uomini e topi“, potrebbe ben sintetizzare la situazione che da tempo si è venuta a creare sotto ponti e cavalcavia di via Flaminia dove tra rifiuti, sporcizia e topi vive una umanità dolente.

Perfino chi come noi è abituato a documentare il degrado non può rimanere indifferente davanti a questa situazione di estremo abbandono che offende la dignità umana.

Individui pigiati come topi negli stretti spazi lasciati liberi dal cemento armato, uomini e donne che cercano di dare un qualche decoro alla loro esistenza con coperte colorate, lavandini senza acqua corrente e un orologio fermo fissato ad una fredda grigia parete.

Individui che nelle capitale d’Italia, una delle città più belle e visitate del mondo, vivono nella sporcizia e nel degrado circondati da  mucchi di rifiuti che si moltiplicano come il virus di una pandemia.

Non solo baracche e  giacigli sotto i ponti e cavalcavia ma anche cumuli di rifiuti tra il verde e negli spazi liberi come il grande parcheggio davanti al deposito degli autobus nei pressi di Saxa Rubra.

In questo luogo il degrado, che sembra non conoscere limiti, divide gli spazi con pregiate aree archeologiche con la stessa sfrontata indifferenza con cui favelas e slum si contendono le periferie delle capitali del terzo mondo.

E, in questa area di Roma Nord, il problema coinvolge non soltanto i cavalcavia ei i sottopassi ma anche le aree verdi della Flaminia, Monte delle Grotte e le sponde del Tevere.

Le baracche, i giacigli, i cumuli di rifiuti e sporcizia, i topi, sono una realtà di via Flaminia che non può essere più ignorata e che da tempo i cittadini, ma anche i viaggiatori di quel treno che ferma alle stazioni del degrado, chiedono di risolvere definitivamente non con i selfie degli ultimi arrivati, dei parvenus della politica,  ma con seri provvedimenti che l’Anas, competente su via Flaminia, e i servizi sociali capitolini dovrebbero intraprendere senza indugi.

Francesco Gargaglia

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3 COMMENTI

  1. Sono di nuovo anche nella parte della Flaminia andando verso Roma dopo il cavalcavia di Grottarosa si vede gia la montagna di rifiuti pero mi sembra che li vediamo solo noi cittadini !

  2. A la celsa l’anas, ama,e comune hanno sgomberato poco tempo fa, lasciando cumuli di immondizia, e ora di nuovo ci sono persone che ci vivono!! Così come sotto altri ponti o in mezzo alla boscaglia! lo sanno in molti!!! Ma queste persone restano lì!!! Mi sorge un dubbio…. ma a chi fa comodo questo stato di cose???

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