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Municipio XV, cronaca del primo Consiglio  post elezioni 2021

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3 novembre 2021, forte del successo elettorale che lo ha portato alla guida del Campidoglio e di 14 municipi su 15, il centrosinistra dopo otto anni fa il bis nel XV tornando a occupare i banchi della maggioranza con quindici consiglieri e con Daniele Torquati per la seconda volta sullo scranno da primo cittadino del territorio Cassia-Flaminia.

La cronaca del primo Consiglio

Un’aula vuota accoglie l’ingresso dei neo eletti. Presente solo la stampa per dovere d’ufficio mentre il pubblico, per ragioni anti assembramento e come anticipato nei giorni scorsi, non è stato ammesso.

C’è quindi chi sta seguendo la seduta da fuori, guardando all’interno dalle finestre, e chi dallo schermo del pc o del tablet mentre i consiglieri, alcuni emozionati, rispondono all’appello e subito dopo in piedi dai loro banchi ascoltano, e alcuni intonano, l’inno d’Italia.

Iniziano così i lavori d’aula. Daniele Torquati siede compunto al posto da presidente del Municipio mentre Giuseppe Calendino, in qualità di consigliere anziano, cioè quello col maggior numero di preferenze ottenute nella lista più votata, dà il via ai lavori con le votazioni di rito: per alzata di mano si approvano le delibere di nomina del presidente e di tutti i consiglieri e il Consiglio viene quindi così ufficialmente costituito.

La composizione del Consiglio

A rappresentare il PD saranno Marcello Ribera, Luigina Chirizzi, Agnese Rollo, Claudio Marinali, Stefano Cavini, Rossana Betulia, Alessio Leppe, Laura Gigli, Giovanni Castrignanò e Stefania De Angelis.

La Lista Civica Gualtieri sarà rappresentata da Egle Cava, Gianluca Loffredi e Sara MartoranoGiovanni Forti per la Sinistra Civica Ecologista e Alfonso Rago per Roma Futura completano la squadra della maggioranza.

Nei banchi dell’opposizione, nell’area del centrodestra troviamo Giuseppe Calendino, Marco Ottaviani e Adriana Glori per Fratelli d’Italia, Stefano Peschiaroli per Forza Italia, Giuseppe Mocci e Andrea Signorini per la Lega.

La Lista Calenda è rappresentata da ElisaMarzia Vitaliano e Tommaso Martelli mentre il Movimento 5 Stelle lo è da Irene Badaracco.

Dal punto di vista anagrafico non è un consiglio giovanissimo. L’età media è di 47 anni, intorno ai 30-35 anni sono solo in quattro, il consigliere più giovane ne ha 27, il meno giovane 72 e sono entrambi neofiti. Neofiti in buona compagnia, perché a sedersi per la prima volta in consiglio sono ben in 16, i due terzi dell’aula.

In ogni caso la composizione nominativa di oggi è fortemente suscettibile di cambiamenti; qualora, com’è presumibile, alcuni eletti vengano chiamati a ricoprire un ruolo da assessore in Giunta dovranno obbligatoriamente dimettersi da consiglieri lasciando il posto al primo dei non eletti della lista di appartenenza. E le novità non mancheranno.

Il presidente del Consiglio

Secondo momento importante della giornata è l’elezione del presidente del Consiglio. Uno per uno i consiglieri vengono chiamati a deporre la loro scheda nell’urna dalla quale esce la seconda novità della giornata. 

Sarà Stefano Cavini (PD), 32 anni, a presiedere l’aula  che il neo presidente, con voce commossa, ringrazia per averlo eletto e a cui ricorda la figura di Isabella Foglietta, donna piena di vitalità, imprenditrice, consigliera in XV deceduta il 28 marzo 2018 a soli 50 anni dopo aver combattuto per lunghi mesi un male incurabile, a cui la sala consiglio è intitolata.

Si continua poi con l’elezione dei vicepresidenti del Consiglio: ad assistere Cavini saranno Sara Martorano e Stefano Peschiaroli.

Il giuramento

La seduta prosegue e si conclude con il giuramento del presidente. Daniele Torquati al microfono e recita la formula di rito: “Giuro sulla Costituzione di essere fedele alla Repubblica e alla Costituzione stessa“.

Auguro a tutti voi un buon lavoro sperando che nelle prossime giornate andremo veloci nel comporre le commissioni perché non vedo l’ora di iniziare il lavoro amministrativo e spero soprattutto che questo lavoro sia di soddisfazione delle cittadine e dei cittadini del Municipio“, aggiunge Torquati rivolgendosi all’aula.

Poi la frase di rito da parte di Cavini: “non essendoci null’altro da discutere, la seduta è conclusa” mentre finalmente si aprono le porte al pubblico.

Claudio Cafasso

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