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Elezioni nel XV, chi sarà il candidato del centrodestra alla presidenza

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C’è fibrillazione in  casa centrodestra del Municipio XV alle prese con la scelta del candidato presidente che dovrà guidare la colazione Lega-FdI-FI più Cambiamo-Rinascimento alla conquista di via Flaminia 872.

Sulla base del decreto-legge n.77 del 31 maggio 2021, convertito in legge, la n.108 dello scorso 29 luglio, la presentazione delle candidature e delle liste deve essere effettuata dalle ore 8 del trentesimo giorno alle ore 12 del ventinovesimo giorno antecedenti la data delle elezioni e quindi dalle 8 di venerdì 3 settembre alle 12 di sabato 4. Resta quindi una manciata di giorni perchè il candidato presidente del centrodestra abbia un nome e cognome.

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Nell’ambito della ripartizione dei municipi la Lega ha voluto il XV, in quanto lo considera quello dove la vittoria appare altamente probabile. E a contendersi il ruolo di candidato presidente per la lista Salvini, stando a diverse indiscrezioni di stampa, oggi sarebbero rimasti in tre: Roberto Cantiani, Giuseppe Mocci e Andrea Signorini.

Roberto Cantiani, 39 anni il prossimo 18 agosto, imprenditore nel campo della ristorazione, originario di Cesano, ha svolto il ruolo di consigliere comunale per due mandati (2006-2008 e 2008-2013) con il compito, nel secondo, di presidente della commissione capitolina trasporti. Dal 2013 si è concentrato sul lavoro, pur continuando nel suo impegno politico aderendo alla Lega e ora parrebbe pronto a rimettersi in gioco scendendo in campo in prima persona.

Giuseppe Mocci, 43 anni, geometra, nato e cresciuto a Cesano dove vive, è in politica dal 2006, quando è stato eletto per la prima volta consigliere nel Municipio XV (allora XX) e dove è stato rieletto ad ogni successiva tornata. E’ stato presidente di diverse commissioni municipali e assessore all’urbanistica nella giunta Giacomini. E’ stato candidato presidente in XV nel 2016 per la Lista Marchini. Passato poi in Forza Italia, ha aderito alla Lega nello scorso ottobre.

Andrea Signorini, perito informatico,  esponente della Lega, è poco conosciuto nel Municipio XV avendo fatto politica sempre nel territorio del II, dove ha ricoperto l’incarico di assessore al commercio dal 2001 al 2006 e quello di delegato alle politiche della mobilità dal 2008 al 2013.  Nel 2016 è stato il candidato alla presidenza del Municipio II per il centrodestra.

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3 COMMENTI

  1. Uno peggio dell’altro questi nomi comunque dopo questa amministrazione può governare chiunque ma questi attuali hanno vinto per incapacità totale dopo 5 anni di soli disastri come tutto il movimento che può considerarsi finito incapaci e basta speriamo di non rivederli in municipio

  2. Siamo fortemente colpiti dai risultati ottenuti nel territorio del MXV anche in ambito politico nel caso rappresentati dalle candidature di cui all’articolo di un centrodestra che risorge dopo la catastrofe PDL, maggioranza nel paese con circa 100 deputati in più in parlamento e del Suo incomprensibile suicidio a partire dal litigio Berlusconi/Fini e conseguente dissoluzione di una compagine politica dal così grande consenso popolare, era il 2011.
    Noi elettori e noi all’epoca aderenti al PDL non siamo proprio riusciti a capire il perché di questo spreco……….., di voti.
    Dunque salutiamo esponenti politici nuovi, candidati alle elezioni con esperienze personali riconosciute ai quali affidare il futuro del MXV e del centrodestra in generale che difende i territori, le produzioni made in Italy piuttosto che l’identità nazionale e gli oneri di Cittadinanza come l’istruzione di base e la cultura del lavoro sacrosanta espressione di riconoscimento, gratitudine e restituzione spettante a tutti i cittadini con impegno personale per se stessi e per la comunità, contrasto forte a visione ideologiche tipiche comuniste sull’affidare se stessi ed il proprio futuro nelle mani di uno stato opprimente, invasivo, ingiusto, macchina gigantesca nelle mani di chi si nutre di libertà personali ed individuali e di democrazia.
    Soluzioni comode per manifesti interessamenti da fenomeni di estraneazione e disinteresse.
    Dunque segnale confortante di rinascita nell’ottica del riavvicinamento delle persone, dei cittadini alla politica.

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