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Parco di Veio, al via la prevenzione dei danni da lupo

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Al via da parte dell’Ente Parco di Veio al progetto pilota per la prevenzione dei danni da lupo agli allevamenti ovini  e bovini presenti nel suo territorio.

Il progetto è  finanziato e coordinato dalla Direzione Regionale  Capitale Naturale Parchi ed Aree Protette ed  è finalizzato a sperimentare strategie per la conservazione del lupo e per la coesistenza con la zootecnia.

A seguito di un’analisi delle  specifiche modalità gestionali degli allevamenti  che hanno aderito al progetto sono stati individuati gli strumenti e le tecniche di prevenzione, valutando le strategie migliori nello specifico contesto di ciascuna azienda.

In una azienda nel comune di Roma è stato realizzato un recinto fisso antilupo a protezione dei ricoveri notturni delle greggi ed in due aziende nel settore nord del Parco  sono stati forniti cuccioli di cani di guardiania (razza pastore maremmano abruzzese), che con il supporto dei tutor messi a disposizione dalla Regione, verranno addestrati alla difesa dei greggi e dei bovini al pascolo brado.

I risultati della sperimentazione verranno monitorati nel tempo e l’esperienza maturata nelle tecniche di prevenzione verrà condivisa con altri allevatori presenti nel territorio con l’obiettivo di diffondere tecniche e  modalità di gestione sostenibile volte a tutelare e sostenere le  forme di allevamento tradizionale e  individuare strategie di convivenza con il predatore.

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – ha detto il presidente del Parco Giorgio Polesi – che mira alla conservazione del lupo e alla sua coesistenza con gli allevamenti del territorio. E’ un cambiamento epocale, quello del ritorno spontaneo dei lupi nel Parco di Veio, dal grande valore : i lupi contribuiscono in maniera decisiva al controllo della riproduzione dei cinghiali: con questo progetto pilota s’inaugura un percorso che dovrà portare ad una coesistenza che darà i suoi fondamentali risultati per le attività di allevamento e per l’ambiente”.

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1 commento

  1. I cani che si vedono nella foto non sono maremmano abruzzesi e i cani da guardiania non vengono addestrati. È una sciocchezza.

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