Home ATTUALITÀ Labaro, morì per una buca. Due rinvii a giudizio per omicidio stradale

Labaro, morì per una buca. Due rinvii a giudizio per omicidio stradale

buca
foto di repertorio

il Gup Paola Della Monica ha rinviato a giudizio per omicidio stradale il rappresentante legale e un dirigente della società che aveva in carico la manutenzione della strada del quartiere Labaro nella quale Luca Tosi Brandi perse la vita a causa di una buca non riparata.

Il fatto risale alla mattina di mercoledì 12 dicembre 2018, quando Luca, in sella alla sua Yamaha R125, passa per via del Labaro, nell’omonimo quartiere. Giunto all’altezza del civico 125 perde il controllo del mezzo e va a sbattere contro un muro. Soccorso dal 118 in condizioni critiche, viene  trasportato in prognosi riservata al pronto soccorso dell’ospedale  Sant’Andrea dove però arriva morto. Aveva solo vent’anni. Indossava il casco integrale, che però non l’ha salvato tanto violento è stato l’impatto.

Scattate le indagini, gli agenti del XV Gruppo della Polizia Locale ricostruiscono la dinamica dell’incidente rilevando la presenza di irregolarità stradali. In particolare di una buca profonda 1,8 centimetri e poi una gibbosità, alta quasi 4  centimetri, che Luca ha tentato di schivare senza riuscirci, perdendo così il controllo dello scooter e schiantandosi contro un muro.

La conferma arriva dalle telecamere di sicurezza presenti in quel tratto di strada nel quale si vede il ragazzo zigzagare nel tentativo di mantenere il controllo del mezzo. Poi il terribile impatto.

Sulla base delle indagini la Procura apre un fascicolo nei riguardi della ditta Sisters Immobiliare, che dal febbraio del 2018 aveva ottenuto dal Municipio XV l’appalto per la manutenzione e sorveglianza stradale di quella zona con il compito di chiudere le buche all’aprirsi delle stesse e di segnalarle compiutamente qualora servisse maggior tempo per il lavoro. Ma secondo il PM buca e gibbosità non sono state né riparate né segnalate mettendo così in pericolo di vita gli utenti della strada.

Chiusa l’indagine a fine ottobre scorso, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il rappresentante legale della Sisters e per il dirigente responsabile della sorveglianza della stessa società. Nei loro riguardi l’accusa è di omicidio stradale, un reato che prevede fino a sette anni di reclusione. La richiesta è stata accolta dal Gup in queste ore, il processo è stato fissato per giugno 2022.

La famiglia di Luca è assistita dall’avvocato Domenico Musicco, tra i principali promotori della legge sull’omicidio stradale e presidente della Avisl Onlus, l’associazione vittime incidenti stradali, che così ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte ad una pronuncia di portata storica, non era mai accaduto prima che i tecnici della manutenzione stradale venissero rinviati a giudizio con un’accusa di omicidio stradale. Significa che l’ipotesi di una responsabilità non solo oggettiva di chi ha in carico la messa in sicurezza dell’asfalto merita quantomeno un processo”.

Giulia Vincenzi

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