Home CRONACA La Storta, emergenza in via D’Isa. Residenti diffidano il Campidoglio  

La Storta, emergenza in via D’Isa. Residenti diffidano il Campidoglio  

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È piena emergenza per l’area verde di Via Francesco D’Isa, i due ettari di parco a La Storta lasciati in completo stato d’abbandono da anni.

La stessa condizione che i residenti di Via Valle della Storta, la strada che da Via Cassia interseca tutte le altre vie minori compresa via D’Isa, vivono ormai ogni giorno per una serie di disservizi che con il tempo si sono accumulati nel quartiere.

A partire dall’emergenza rifiuti con i cassonetti di nuovo stracolmi, i furti nelle abitazioni, i grossi disagi per la viabilità locale e appunto la totale mancanza di manutenzione delle aree verdi della zona, prima tra tutte quella appunto di Via D’Isa. A La Storta non si fanno mancare nulla.

I residenti diffidano il Campidoglio

Questa volta però alcuni residenti, stanchi delle promesse mai mantenute, preoccupati per le condizioni in cui versa il parco e la zona circostante e angosciati per la stagione degli incendi ormai alle porte che potrebbe interessare l’area, hanno impugnato carta e penna e diffidato il Comune di Roma richiamandolo ai propri doveri e alle proprie responsabilità.

Lo hanno definito “Un atto estremo e doveroso”, un ulteriore tentativo di farsi ascoltare dall’amministrazione responsabile di quell’area che, completamente indifferente alla questione, non procede alla risoluzione del problema.

Non sappiamo davvero più cosa fare, le abbiamo tentate tutte, sono cinque anni che chiediamo un supporto per questo parco; eppure si tratta esclusivamente di una mera questione burocratica, di un passaggio amministrativo del parco dal Comune di Roma, al momento proprietario, al servizio giardini del Dipartimento Ambiente” – ha commentato Carla, una delle residenti che da anni si spende sulla questione.

Alla base del totale stato di abbandono in cui versano i due ettari di verde ci sarebbe quindi una banale presa in carico, un cavillo burocratico che per l’ennesima volta impedisce ai cittadini di usufruire di un bene pubblico.

L’unica manutenzione esistente nel parco è quella che noi residenti ciclicamente proviamo a fare con i pochi mezzi che abbiamo a disposizione – ha continuato Carla –  Il cittadino però, seppur propositivo e attivo sul territorio, non può sostituirsi all’amministrazione. Qui non parliamo solo di decoro e pulizia ma anche e soprattutto di tutela della salute di tutti noi.”

Il parco interdetto dalla burocrazia

L’area, realizzata dallo stesso costruttore delle palazzine private adiacenti, con un atto di cessione gratuita al Comune – e destinata ad opera di urbanizzazione primaria a carico dell’Amministrazione locale – sarebbe infatti dovuta diventare un bene pubblico. Nel 2016 il Dipartimento capitolino all’Ambiente avrebbe dovuto prenderla in consegna e provvedere quindi alla manutenzione. Ma questo passaggio non è mai avvenuto.

A sbloccare la situazione non sono stati sufficienti neanche tutti i documenti votati dal consiglio municipale, le interrogazioni, gli esposti e le richieste d’intervento fatte alla commissione trasparenza. Inutili anche le numerose segnalazioni fatte negli anni dai cittadini e quelle pervenute dagli uffici del XV Municipio; niente è mai servito per risolvere la vicenda e finalmente restituire il parco al quartiere.

Ecco allora la diffida, protocollata il 1 giugno scorso e firmata da decine di residenti, oltre che dal Vicepresidente della Commissione Ambiente del Municipio XV, Marcello Ribera.

Con la presente si segnala con la massima urgenza la situazione di pericolo per l’igiene pubblica, la salubrità, il decoro e la sicurezza derivante dallo stato d’incuria e abbandono dell’area verde – si legge nel documento indirizzato al Campidoglio – E’ urgentissimo procedere allo sfalcio della vegetazione con la relativa bonifica del territorio, evidenziandosi, come con l’avvicendarsi della stagione estiva, vi sia anche un forte rischio di incendio.”

Pericolo incendi, sicurezza e igiene pubblica

Incendi che, trattandosi di vegetazione a ridosso di numerose abitazioni, potrebbero realmente mettere in pericolo i cittadini delle vie limitrofe. Non solo, quello che da lontano sembra solo un campo abbandonato, con un cancello semichiuso e arrugginito a fare da accesso, una volta entrati è ancora peggio.

Erba alta, panchine divelte o ricoperte da erbacce, rifiuti e bottiglie abbandonati in terra, specie infestanti, cinghiali e vipere, pericolosi non solo per i fruitori del parco ma anche per gli animali domestici. A completare il triste quadro d’incuria e degrado in cui versa Via D’Isa addirittura un pozzo profondo circa tre metri lasciato totalmente incustodito e coperto soltanto da delle travi di legno.

Vi diffidiamo ad intervenire ripristinando la fruibilità dei luoghi entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della presente – continua la nota di diffida che chiude così – ci si riserva di assumere ogni azione a tutela, con riserva altresì di segnalazione e/o denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma affinché intervenga e proceda per tutte le ipotesi di reato ravvisabili a carico dei soggetti che saranno ritenuti responsabili.”

“Ci aspettiamo una risposta concreta dai destinatari della diffida, in caso contrario tra trenta giorni procederemo con la denuncia” – hanno concluso i residenti, ormai sul piede di guerra e pronti a coinvolgere la Procura della Repubblica.

Ludovica Panzerotto

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2 COMMENTI

  1. Certo che i residenti si sono stancati di intervenire con i soli propri mezzi per la sistemazione di un’area di c.a. 10.000 mq+10.000 mq cioè due ettari.
    La storta è un feudo di FI della prima ora, occasione questa del 2021 per superare quello che sembra un vero e proprio “mis understending” fatale per FI e per la popolazione di La Storta su chi è stato ed è elettore di FI ed ha sposato esclusivamente la visione del mondo soltanto dalla parte del potere, non solo imprenditori, non solo negozianti ma anche operai, operai guarda caso FI del milione di posti di lavoro promessi nel 1994 sempre da FI, promessa che ha consentito tutto quello che sappiamo e che invece si ripresenta drammaticamente sull’incapacità comprovata di proporre offerte servizi di sistemazione a costi sostenibili per il MXV al posto di facili denunce al Comune che per i tempi della giustizia condanneranno l’area al sequestro ed al relativo peggioramento.
    Reddito di Cittadinanza per tutti “for ever and ever!”

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