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Cesano, 102 candeline e tanta panna per nonna Carmela

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Ve la ricordate Nonna Carmela? La nonnina centenaria di Cesano che nell’aprile dello scorso anno, in piena pandemia, rilasciò un’intera intervista alla nostra redazione via skype?

Per la sua età era già abituata a passare lunghe giornate dentro casa coccolata dalla sua famiglia, ma quel giorno, mentre ci rimproverava di non parlare a bassa voce perché il computer non le faceva sentire bene, ci aveva confidato di temere solo due cose del lockdown: che i supermercati potessero rimanere chiusi e che i parrucchieri non riaprissero, perché lei senza messa in piega proprio non ci poteva stare.

Ieri, 2 aprile, Carmela Buscemi, ha spento ben 102 candeline, il secondo compleanno trascorso in piena emergenza Coronavirus, ma lei, che nella vita ne ha viste e passate parecchie, non si è lasciata certo scoraggiare e anche se a casa e in compagnia di pochi familiari, ha trascorso una giornata di grande festa.

Radici lontane

Nata a Calascibetta, in provincia di Enna, nel 1919, Carmela era la seconda di nove fratelli; ha trascorso tutta la sua giovinezza in quel piccolo paese di origini arabe dell’entroterra siciliano fino a che, all’età di vent’anni, si è trasferita insieme alla sua famiglia in Libia, dove dopo un anno è stata raggiunta anche dal suo più grande amore, Umberto.

Durante la chiacchierata di un anno fa, Carmela ci aveva raccontato del matrimonio con quell’uomo, suo compaesano, conosciuto da giovane e mai più lasciato nonostante la vita li avesse allontanati più volte.

Aveva parlato del suo bellissimo abito da sposa bianco cucito a mano da una sarta, dell’eleganza di suo marito; mostrava orgogliosa le foto, scorrendole una dopo l’altra, quasi accarezzandole. Poi è arrivata la guerra e la prigionia di Umberto che dopo dieci anni è tornato a prendere la sua sposa e si è trasferito a Tripoli con lei, dove oltre a costruire la prima casa hanno tirato su anche la loro famiglia.

Tre figli e poi tre nipoti, due dei quali, Martina e Danilo oggi vivono con lei nella loro casa di Cesano, al fianco di suo figlio Maurizio e la nuora Emanuela, “L’unica – dice nonna Carmela –che ha imparato la ricetta originale del cous cous e lo sa fare come una volta”.

Una vita tra cultura e tradizioni

La cucina, la sua grande passione, cultura e tradizione che la nonnina dall’acconciatura impeccabile si porta dietro da quando è ragazza, odori e sapori che con lei hanno attraversato terre straniere e paesi lontani. Prima la Sicilia, poi Giordani, l’attuale An Nasiriyah in Libia, Tripoli, e poi di nuovo l’Italia, Napoli, Milano e  come ultima tappa, Roma.

Un piatto su tutti, il cous cous, un procedimento lungo e tanti ingredienti, ma un unico segreto, anzi due: la pazienza e l’amore, che Carmela ha messo in tutto quello che ha fatto finora. L’amore per la sua famiglia numerosa, la pazienza nell’attendere tempi migliori, il campo profughi “Canzanella” di Napoli dopo il colpo di stato di Mu’ammar Gheddafi nel 1970, il diploma di quinta elementare preso più tardi, le trasferte a Milano per lavorare.

“Lavoravo alle Poste e facevo avanti e indietro con Roma perché vivevamo lì. Ho fatto tanti mestieri nella mia vita, c’era bisogno di aiutare la famiglia. Quando eravamo ancora a Calascibetta, da ragazzina, facevo la bambinaia ad una famiglia di un possidente del paese, poi aiutavo mio papà nei campi, facevo la contadina. Ma soprattutto sono stata e sono tutt’ora una grande sarta. Cucivo camicie e pantaloni, e quando ero a Tripoli facevo a mano le divise dei netturbini” – aveva racconta nonna Carmela alla nostra redazione mostrandoci dalla piccola telecamera del pc una “mandiglia”, la mantella di lana fatta ai ferri.

102 candeline e tanta panna

Carmela, che di anni ne dimostra almeno venti di meno, ieri non ha potuto festeggiare con la sua numerosa famiglia al completo ma non ha certo rinunciato alla torta e a un bel pranzo con un menù “sano ma gustoso” scelto apposta per lei con tutti i suoi piatti preferiti.

Ingrediente principale la panna, in tutte le sue declinazioni, panna come condimento della pasta insieme a funghi e zucchine, panna e cioccolato nel dolce e soprattutto fragole con la panna, di cui va ghiotta. Ma anche un po’ di carne e di verdure, che da buona siciliana, spesso e volentieri farcisce di carne e poi frigge.

Un pomeriggio passato in compagnia dei parenti con cui vive, in attesa di fare la sua seconda dose del vaccino anti Covid- 19 che le verrà somministrata a giorni.

Non è stato un anno facile per nonna Carmela che ha fatto i conti con qualche piccolo problema di salute, ma lei, la nonnina centenaria di Cesano, ha reagito sempre con grande forza e determinazione e ora si gode le prime giornate di primavera nel giardino di casa sua.

Un anno fa, prima di salutarci, con i suoi occhi vispi ci aveva confidato che la regola principale per vivere a lungo e in forma come lei è la cura, l’attenzione e l’amore in tutto quello che si fa, e poi aggiungeva, “Per stare bene bisogna guardarsi la bocca”, è necessario cioè mangiare bene e bere poco “Massimo un bicchiere di vino a pasto, non di più. E poi non bisogna giocare a carte con i soldi …

Tanti cari auguri Nonna Carmela, seguiremo tutti i tuoi consigli, che ci possano portare fortuna.

Ludovica Panzerotto

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