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Un ‘ponte di corpi’ a Vigna Clara

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Dalle 13.30 alle 16 di sabato 6 marzo, in piazza Giuochi Delfici, a Vigna Clara, si terrà un sit-in, organizzato da Baobab Experience, battezzato “un ponte di corpi” che avverrà in diretta con le frontiere e altre piazze d’Italia e d’Europa fra cui Milano, Bologna, Palermo, Marsiglia.

Baobab Experience è un’associazione romana attiva da tempo nell’assistenza ai migranti, con particolare attenzione ai transitanti (quelli che considerano l’Italia solo una tappa di passaggio verso altri paesi europei), e piazza Giochi Delfici è stata scelta per la sua vicinanza all’Ambasciata della Croazia, ubicata in via Luigi Bodio.

A quanto scrivono gli organizzatori, sabato, “da Roma a Milano, da Trieste a Ventimiglia, da Berlino ad Atene, da Claviere a Bihac” verrà costruito “un ponte di voci assordanti, di corpi ostinati ad abbattere tutti i muri: fisici, politici, economici”.

“Chiediamo – continua la nota – la fine dell’esternalizzione delle frontiere, della politica UE di confinamento di migliaia di donne, uomini e bambini ai margini dell’Unione Europea; le baraccopoli greche, i lager in Libia, le barriere alte sei metri a Ceuta e Melilla, i centri di detenzione nelle isole Canarie (l’estremo sud dell’area Schengen), i campi formali e informali in Bosnia (a est dell’Ue)”.

Perchè manifestare a Piazza Giochi Delfici? La risposta è ancora nella nota. “Abbiamo scelto l’Ambasciata della Croazia perchè è simbolo di tutto ciò che l’Europa avrebbe dovuto scongiurare e che invece sta consapevolmente realizzando: discriminazione, violenza, rifiuto dell’altro, segregazione e criminalizzazione della solidarietà”.

A detta degli organizzatori La Croazia sarebbe “pagata dall’Europa per respingere chiunque tenti di entrarvi, con una ‘caccia al migrante’ messa in atto dalla polizia di confine” che costringerebbe “i transitanti e i richiedenti asilo a fare ritorno in Bosnia”.

“Vi aspettiamo con le nostre farfalle gialle, oltre ogni filo spinato” dicono gli organizzatori invitando i partecipanti al sit-in a “portare coperte termiche o di tessuto o sacchi neri della spazzatura, quelli che le persone migranti sono costrette a indossare per ripararsi dal gelo”. Non serve ricordare che sarà obbligatorio l’uso della mascherina e il rispetto dei criteri di distanziamento fisico.

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