Home CRONACA Cassia, marciapiedi via Azzarita “modello di arredo urbano da evitare”

Cassia, marciapiedi via Azzarita “modello di arredo urbano da evitare”

No, non vanno bene, era ora che venissero rifatti ma non in questo modo che denota, peraltro, assenza di controllo da parte del committente.

Questo in sintesi il contenuto della garbata e propositiva mail inviata dall’ing.Marco Bottari alla presidenza del Municipio XV nella quale si evidenziano problemi di sicurezza per i pedoni. Problemi sorti dopo il rifacimento dei marciapiedi di via Azzarita portato a termine lo scorso mese di gennaio.

Nella mail, ringraziando il presidente Simonelli perché “dopo anni di degrado, finalmente sono stati eseguiti i lavori di rifacimento dei marciapiedi”, l’ing. Bottari, in qualità di cittadino e di esperto della materia, ha ritenuto doveroso informarlo del fatto che “tali opere non sono state realizzate correttamente” e lo fa con tempestività “in considerazione dei suoi impegni e dell’estensione del territorio che è chiamato ad amministrare, infatti, non penso sia lecito pretendere che possa avere occhi sempre attenti su ogni zona del nostro Municipio”.

“Per dovere di informazione e pubblica diffusione – continua l’ing. Bottari – mi sembra corretto inviare la presente anche al Direttore di VignaClaraBlog.it che ringrazio sentitamente per essere sempre presente e disponibile, prodigandosi per la tutela dei nostri quartieri”.

Ma torniamo ai marciapiedi. Cos’è che non va? Presto detto: “dopo la rimozione dei vecchi cigli in travertino, quelli nuovi non sono stati posizionati correttamente in quanto del tutto assenti in prossimità delle alberature impedendo, di fatto, la necessaria continuità dei percorsi perdonali”.

“In corrispondenza delle alberature – spiega l’ing. Bottari – anche il marciapiede vero e proprio, sottofondo e conglomerato bituminoso, non è stato affatto realizzato e si interrompe bruscamente su terra e sporcizia, con un effetto veramente disastroso oltreché molto pericoloso per i pedoni costretti a un continuo sali-scendi su un misto di asfalto, cigli di travertino pericolosamente smozzicati e taglienti, terra, radici e sporcizia che, inevitabilmente, si accumula in queste zone di “progetto non pensato. Il mancato allineamento dei paletti in ferro e la totale assenza di verticalità, amaramente risibile, testimonia ulteriormente la mancanza di ogni cura nella realizzazione”.

“Naturalmente non sarebbe corretto sostituirsi al “progettista” di tale opera sventurata, ma è evidente che si tratti di una triste e pericolosa soluzione escogitata per risolvere le inferenze con i grandi fusti del filare di alberature (esistenti da decenni, la cui presenza non può certo essere invocata come un imprevisto imprevedibile) attorno alle quali, ad esempio, sarebbe stato sufficiente posare una semplice cerchiatura in acciaio o una marginatura in calcestruzzo rinforzata con un armatura, per prevenire eventuali movimenti conseguenti alla crescita degli alberi che, nel caso specifico, avendo oramai raggiunto l’età matura, c’è da attendersi che saranno contenuti nei prossimi anni”.

Alla mail sono state allegate alcune foto che, secondo il mittente, “potrebbero essere utilizzate nelle aule universitarie come modello di “arredo urbano” da evitare, sempre e comunque, a tutela della pubblica incolumità, del rispetto delle norme e, soprattutto, del rispetto del contribuente oramai troppo spesso rassegnato all’assenza di opere pubbliche o di dover assistere, inerme, all’utilizzo inadeguato del proprio denaro, quando diventa pubblico”.

Tutto ciò fa pensare che non sia stato eseguito nessun controllo e nessun collaudo da parte degli uffici tecnici del Municipio. Ma non è tutto, perché stando ancora alle valutazioni dell’ing.Bottari, tali nuovi marciapiedi “non rispettano le norme vigenti, non sono fruibili adeguatamente, non sono in sicurezza”.

“Lo sventurato portatore di handicap con ridotte capacità motorie che si volesse avventurare sul marciapiede – ironizza – rimarrebbe imprigionato, indeciso se lanciarsi giù dal ciglio mettendo a repentaglio la propria incolumità tra il fusto dell’albero e la terra, o cercare di tornare indietro, con grande difficoltà in considerazione della scarsa dimensione degli spazi a disposizione. Fortunatamente l’inspiegabile assenza di codici Loges (la pavimentazione in rilievo per ipovedenti percepibile sotto i piedi) scoraggerebbe invece un non vedente di procedere laddove non avrebbe scampo (!)”.

Una mail garbata, propositiva e documentata, dicevamo, che sicuramente sarà apprezzata come tale dal destinatario e che non potrà non sortire l’effetto auspicato: far tornare la ditta in via Azzarita e farle porre rimedio a proprie spese a quanto realizzato o a quanto non realizzato.

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2 COMMENTI

  1. E’ vero, dalle foto si vede che il lavoro sembra non fatto a regola d’arte. Ma da profano mi sembra che il problema siano le alberature che occupano quasi per intero il mrciappiede. O si allarga il marciappiede, invadendo parte della carreggiata che dalle foto sembra già abbastanza stretta (credo che non sia senso unico), o rimuovendo le alberature, sostituendole con essenze di minore sviluppo, ma anche questo mi sembra un delitto. Il marciappiede, che comunque sembra stretto, resta comunque impraticabile per portatori di handicap. Tuttavia sembre certo che un collaudo dei lavori, a mia sensazione, non sia stato fatto.

  2. Vorrei sapere a cosa servono visto che non ci si può camminare!!! Spreco, al loro posto magari coprire le buche dalla strada? Sperpero di nostri soldi!!!

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