Home CRONACA Liceo Farnesina, gli studenti: “Noi soddisfatti? Tutt’altro”

Liceo Farnesina, gli studenti: “Noi soddisfatti? Tutt’altro”

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“La realtà è un po’ diversa”, nel Liceo Farnesina di Vigna Clara scatta la polemica da parte degli studenti che ieri sono tornati a scuola ma anche da quelli che sono rimasti a casa con la didattica a distanza.

A far discutere, sono state le dichiarazioni della preside del Liceo Farnesina, Marina Frettoni, in occasione del rientro in classe degli studenti, avvenuto lunedì 18 gennaio con la didattica in presenza al 50%. Alcuni ragazzi e genitori non hanno apprezzato quella “atmosfera piena di entusiasmo e soddisfazione raccontata sulle nostre pagine dalla dirigente scolastica.

Tutt’altro e molto diverso, secondo i ragazzi, è stato il mood della prima giornata di scuola dopo la lunga assenza. Lamentano, infatti, problemi riguardanti dalla inadeguatezza delle aule al freddo, dalla penalizzazione di chi ha seguito le lezioni da casa agli orari scaglionati che mettano a rischio le attività post scuola.

Riscaldamenti non funzionanti”, “I ragazzi ieri erano al gelo in classe i termosifoni erano rotti”, “Riscaldamento ko”, sono solo alcuni dei commenti dei genitori e dei ragazzi che ieri si sono seduti tra i banchi della sede centrale del Liceo.

Abbiamo coinvolto la preside per chiederle chiarimenti. “È stata una coincidenza sfortunata, ma i riscaldamenti non sono gestiti direttamente dalla scuola. Quando il personale è arrivato ieri mattina alle 7 e ha trovato i riscaldamenti spenti, ha chiamato subito la Città Metropolitana e alle 8 la squadra inviata era già al lavoro. Ovviamente, c’è voluto del tempo prima che tutti gli spazi dell’Istituto si riscaldassero”.

Non è andata molto meglio a chi è rimasto a casa.
Connessione internet per la DAD praticamente assente”, “Chi era a casa penalizzato da sole 3 ore di DAD quando i prof sono riusciti a collegarsi per grossi problemi al Wi-Fi dichiarati anche nella circolare ufficiale sulla ripresa delle lezioni”, “rete Wi-Fi obsoleta con promesse della dirigente di sistemarla a partire da settembre scorso”.

E ancora “I ragazzi a casa teoricamente impegnati in tre ore di lezione streaming ma di fatto nulla, hanno dormito, compromesso il diritto allo studio!!!” ha tuonato una mamma ironizzando “Se questo è un successo come riferisce la preside evidentemente non ha la percezione dei fatti”.

Giriamo tutte le lamentele alla dirigente scolastica che così spiega: “La rete wi-fi c’è, ma quella che arriva è sicuramente poca rispetto a quella che servirebbe. La portata della rete non supporta in modo costante l’accumulo sulla linea. Ho inviato una lettera alle autorità competenti per chiedere che venga installata il prima possibile la fibra ottica, ma ci vogliono i tempi tecnici. Nel mentre, per ovviare il problema e, quindi, alleggerire la rete, si è scelto di ridurre l’orario di collegamento, da 4/5 ore al giorno a 3 ore al giorno. Ci tengo a sottolineare che con questa modalità non togliamo tempo alla didattica, infatti i ragazzi si alternano e le ore vengono recuperate in presenza il giorno successivo”.

Altro problema. L’entrata a scuola in due fasce, alle 8 e alle 10, comporta che per alcuni studenti le lezioni finiscano nel primo pomeriggio, provocando il malcontento di chi è impegnato in attività extrascolastiche, come gli studenti atleti.

Un genitore, infatti, ci ha segnalato che “L’uscita da scuola alle 15:30 compromette lo sport agonistico di molti!”. Sollevato il problema, la preside risponde: “Purtroppo non posso farci nulla, perché dobbiamo adeguarci a disposizioni imprescindibili imposte dall’alto. Nonostante scrissi a suo tempo al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, non venne accordata l’autorizzazione ad anticipare l’orario dei nostri studenti atleti. La scuola è molto orgogliosa di questo gruppo di studenti, ma si non possono stravolgere le misure generali per loro. Io credo che, viste le circostanze e l’obbligo formativo, dovrebbero essere le federazioni sportive a rimodulare gli orari”.

Infine, tra i tanti commenti che abbiamo raccolto, c’è anche quello di chi propone di “Non dividere le classi in due, soluzione penalizzante per la metà classe a casa, ma far andare le classi intere a scuola a giorni alterni per rispettare il 50% della presenza ma allo stesso tempo non penalizzare ogni giorno metà classe. Raccontiamo la verità. Le classi divise in due è la peggiore soluzione per studenti e professori.” Soluzione alla quale la preside ha assicurato dicendoci che “ci stiamo lavorando”.

Giulia Vincenzi

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2 COMMENTI

  1. Ma come è possibile che in questo paese non si sia in grado di organizzare nulla preventivamente, a partire “dall’alto” sino al singolo individuo. È sempre colpa di qualcun altro? È ora di cambiare mentalità ed essere più intelligenti.

  2. Che la rete sia insufficiente dopo quasi un anno di emergenza è una cosa che non ha scusanti. Come pure lo è rilasciare dichiarazioni sulla presunta soddisfazione della popolazione scolastica senza prima interpellarla.
    Mi pare una iniziativa talmente scorretta da essere incommentabile.

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