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    Buona fine e buon principio

    brindisi

    Buona fine e buon principio, dicevano le generazioni passate a cavallo dei due anni, il vecchio e il nuovo che incrociavano ricordi e speranze.

    Buona fine e buon principio sussurravano quei nonni che ci hanno cresciuto a “caffellatte” ed educazione, rispetto e buone maniere; quei genitori che ci spronavano a studiare, a diventare adulti, che ci prendevano a scappellotti quando servivano e ci abbracciavano nei momenti di bisogno.

    Buona fine e buon principio, e noi a ridere di questa frase, tanto semplice e banale ma quanto mai realista nel momento dell’abbraccio e della stretta di mano.

    Buona fine e buon principio, e loro a crescere la generazione che siamo oggi, che s’è lasciata andare dimenticando princìpi e regole di quella buona vita che spesso non riusciamo a mantenerci sozzando le nostre anime di dietrologie infime, di cattiverie inutili, di quella continua e spasmodica ricerca d’un meglio irraggiungibile.

    Buona fine e buon principio, pure se non abbiamo saputo sfruttare quella delicatezza di nonni e genitori, unici nel loro essere, mani sporche di lavoro e pensieri rivolti al nostro, di futuro. Che oggi è annebbiato da quella corsa angosciosa e quanto mai superflua verso chissà cosa, e che ci porta a sbagliare. Errore, come quello studio da laboratorio votato a chissà cosa che ha scatenato il virus del secolo.

    Stupidi che siamo, perenni “bastian contrari” verso tutto e tutti, compresa la speranza di affrancarci dalla pandemia. Perché non abbiamo capito l’importanza di quel “buona fine e buon principio”.

    Massimiliano Morelli

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    1 commento

    1. Con le restrizioni e anche un po’ l’età abbiamo passato il Capod’anno chiusi in casa per evitare di ammalarci e di costituire altra preoccupazione a chi sta gestendo questa emergenza sanitaria.
      Questo sforzo richiesto per molti di noi, non costituisce alcun cambiamento rispetto al vivere normale anche se per molti altri costituisce l’insopportabile rispetto delle regole.
      Tutto sommato è davvero una buona fine ed un buon inizio per chi è ancora vivo e abbastanza in salute.
      Altra sconosciuta novità che arriva dai cambiamenti globali ed epocali così come preannunciati già dagli anni 2000.
      VCB in assoluto, ci ospita con i nostri commenti e perpetua per la sua parte i nostri diritti con l’indispensabile supporto tecnologico che tale scompare nei pensieri, passeremo quest’anno con a disposizione molto più tempo per riflettere sul recente passato.
      Il riavvicinamento alla politica rimane dunque come conclusione di chi questa riflessione l’ha già fatta, la soluzione privilegiata per un futuro garantito, per noi e per le generazioni future.
      Un sentito e cordiale abbraccio a VCB a M. Morelli che proprio con il suo toccante articolo ci aiuta in tal senso.

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