Home ATTUALITÀ La Metro C a Roma Nord resta ancora un sogno

La Metro C a Roma Nord resta ancora un sogno

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Nel dare il via libera alla manovra finanziaria 2021 giunta in aula in queste ore, la Commissione Bilancio alla Camera ha respinto a maggioranza l’emendamento col quale s’intendeva garantire fondi – circa 4,57 miliardi di euro, ripartiti in 12 anni – all’ampliamento della Metro C con la realizzazione delle tratte T2, T1 e C2, quindi Venezia-Clodio, Clodio-Farnesina e Farnesina-Grottarossa.

La  maggioranza PD-M5S della Commissione Bilancio ha bocciato l’emendamento in quanto avrebbe avuto bisogno di uno stanziamento difficile da reperire.

Dopo l’ennesimo rinvio dell’apertura della stazione Vigna Clara e attivazione della linea Vigna Clara-Ostiense, salta così anche la sola ipotesi – o meglio dire il sogno – di dotare tutto il quadrante nord della capitale, gravemente deficitario nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico, di una linea vitale per la mobilità che avrebbe servito zone ad alta affluenza, come quella dello Stadio Olimpico, con zone ad alta intensità abitativa come il quartiere Tomba di Nerone, passando per Farnesina e Vigna Clara.

“Vicenda incredibile”

Pesante il commento del movimento “Salviamo la Metro C“, che conta migliaia di aderenti, dichiarando che “Incredibile dovrebbe essere la parola giusta” per definire la vicenda, una parola però che “non renderebbe appieno la vergogna di cui si è coperta la politica nazionale e il governo”.

“Nel giorno in cui si è votato per finanziare bonus per sostituire i rubinetti nelle case, smartphone gratis, crediti di imposta per i cuochi professionisti, centinaia di migliaia di euro per master in medicina termale, milioni e milioni di euro per le celebrazioni degli 800 anni dei presepi e per il sostegno alla filiera dei suini, ebbene si è deciso di affondare l’unico emendamento rimasto (sui tanti presentati) per le metro romane e cioè quello per il finanziamento delle tratte T2, T1 e C2 della Linea C, ovvero le tratte Venezia-Clodio, Clodio-Farnesina e Farnesina-Grottarossa”.

“Il Governo Italiano, La politica Italiana, lo Stato Italiano – conclude la nota di Salviamo la Metro C – decidono scientemente di buttare a mare il completamento della sola infrastruttura in costruzione a Roma”.

“Le risorse ci sono”. “No, non ci sono”

“Nessuna bocciatura o blocco delle risorse: le opere di mobilità che hanno progetto esecutivo, e quindi anche la Metro C di Roma, sono già tutte finanziate dal fondo per la mobilità del Ministero Infrastrutture e Trasporti, che le assegna a presentazione dei progetti esecutivi” sostiene in una nota Bruno Astorre, segretario del PD Lazio e membro della commissione Trasporti del Senato, cercando di buttare acqua sul fuoco.

Ma a tenere vivo il dibattito infiammato ci pensa Azione Roma, il partito del candidato sindaco Carlo Calenda, che respingendo al mittente le dichiarazioni di Astorre sostiene che “La bocciatura dell’emendamento per il finanziamento per completare la linea C della metropolitana di Roma c’è ed è innegabile. Non ci sono al momento risorse destinate al prolungamento della Linea C fino a Grottarossa, tantomeno fino a Farnesina, Clodio o Venezia”.

“Come ben sa Astorre – sottolinea Azione Roma – le leggi sulla contabilità degli Enti locali vietano di approvare progetti definitivi in assenza dei finanziamenti per la realizzazione delle opere stesse. Senza i finanziamenti nazionali, sulla Linea C, non si può presentare alcun progetto che vada oltre un preliminare, figuriamoci un progetto esecutivo”.

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6 COMMENTI

  1. Come Odissea Quotidiana siamo molto rammaricati della scelta, la mobilità nella Capitale d’Italia non sarà mai migliorata se non ci sarà la piena consapevolezza da parte della politica, anche nazionale, che essa rappresenta attualmente un tallone d’Achille per lo sviluppo economico, sociale e ambientale della città http://bit.ly/2WHx97j

  2. Sono coerenti: ci hanno dato il bonus bici, tra un po’ mi aspetto anche quello per le scarpe nuove; magari per passeggiarci nel tunnel mai utilizzato dell’anello ferroviario.

  3. Scelta coerente: approvare progetti privi di coperture suona molto anni 90, e tutti abbiamo visto che fine ha fatto il paese dopo quegli anni.
    In nessun paese normale (leggi Germania) la politica si sogna di approvare progetti privi di coperture.
    Si trovassero prima i soldi poi si pensa a costruire.

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