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    Pure la DAD bigia la scuola…

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    S’è rovesciato il mondo con questa pandemia, durante il lockdown eravamo diventati tutti atleti visto che ci alzavamo dal letto con l’idea del footing e i nostri cani parevano implorarci di smetterla nel portarli a spasso, visto che loro erano diventati una delle poche scuse buone per uscire da casa.

    S’è rovesciato tutto anche a scuola, prima si cercavano le scuse per non entrare in classe, scuse disparate del tipo i termosifoni che non funzionano oppure “ho visto una crepa” nel muro. Tutti cercavamo di bigiare la scuola, nessuno escluso.

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    Adesso, di colpo, pare che non si viva se non si va in classe, e viene a mancarci pure quel prof che l’insufficienza la metteva a tutti, così, tanto perché era lui ad avere lo scettro del comando.

    Addio lotte di classe, il Sessantotto, il sei politico, i decreti delegati, addio scuola d’un tempo, addio interrogazioni programmate, addio tutto. Adesso c’è la didattica a distanza, ci si arma di computer, ci si fa il segno della croce sperando nella connessione giusta, in stile con quel che propongono in tv, e via andare, si comincia la lezione.

    E i mille trucchi per le interrogazioni, con i post it appesi ovunque per le risposte giuste, e quel malefico far saltare la connessione quando capisci che il prof sta per interrogare proprio te, che non puoi più nasconderti dietro la testa del compagno che ti sta davanti.

    Viva la DAD, insomma, anzi no, oggi pure la DAD ha bigiato la scuola, e le lezioni sono saltate nel momento in cui la Rete ha fatto tilt.

    A Viterbo cone ad Agrigento, a Cagliari come a Milano, ovunque c’è stato il down, e insomma pure la didattica a distanza ha alzato bandiera bianca. Una lotta di classe? Un nuovo Sessantotto? Macché, la linea ha fatto tilt, punto e basta. Come i flipper al bar, che se li muovi troppo e ci dai di anca e bacino, perdi pallina e incontro. Bolliti come l’acqua per la pasta sia Meet che Classroom. Nessuno è più riuscito a collegarsi alle lezioni.

    Risposta il messaggio d’errore in loop automatico. Problemi anche per YouTube, così come per Gmail. Ecco, siamo al capolinea. Stavolta mi sa tanto che torneremo ai pizzini.

    Massimiliano Morelli

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