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‘Il bene e il male’ di Giorello e Sgarbi

bene e male

Se volete trascorrere qualche ora di vero piacere dovete leggere questo libro: “Il bene e il male” di Giulio Giorello e Vittorio Sgarbi (Ed. La nave di Teseo, 148 pag., 17 Euro).

E’ un libretto scritto a quattro mani da un filosofo-matematico e da un critico e storico dell’arte,  che tratta di religione, arte e scienza con un linguaggio molto  accattivante e un pizzico di sfrontatezza.

Giulio Giorello è stato un insegnante di filosofia all’Università di Milano ed è autore di numerosi saggi; Vittorio Sgarbi non ha bisogno di presentazioni. Sebbene le sue intemperanze televisive suscitino a volte imbarazzo, tanto per usare un eufemismo, resta il fatto che parliamo di un personaggio dalla straordinaria cultura le cui provocazioni sono in realtà il frutto di lucidi ragionamenti.

Come il fatto di scrivere che Papa Bergoglio è un “ateo” e che “andrà all’inferno” (ragione per cui è stato scomunicato dal Vescovo di Reggio Emilia) salvo poi ammettere che lo ha in grande simpatia.

Ma, come detto, le parole di Sgarbi, anche se a volte acide, sono sempre il risultato di una analisi approfondita quanto razionale e  della buona conoscenza che ha delle cose e degli uomini.

La prima parte del libro, intitolata “L’Arte è la prova dell’esistenza di Dio”,  è una affascinante  e commovente attestazione di fede nell’Arte che è, secondo Sgarbi,  espressione di Dio.

La seconda parte, scritta da Giorello e intitolata “La più inebriante libertà”, è piuttosto “tecnica” anche se offre spunti di grande interesse con i suoi richiami a Spinoza con il suo mantra “Dio ossia natura”  e Nietzche.

Il libretto si  chiude  con un interessante dialogo che tocca numerosi argomenti a cominciare da “politica, società e dogmi pericolosi” e in questa parte non potevano mancare ovviamente i riferimenti alla pandemia e all’atteggiamento mantenuto dalla Chiesa e dal Governo.

Da Sgarbi arriva l’accusa al Papa e al Governo di aver chiuso le Chiese e il Parlamento mettendo al primo posto la persona  e la sua salute  anziché privilegiare la funzione religiosa e quella comunitaria. Da Giorello invece l’invito alla “responsabilità” (nel senso di far circolare liberamente le opinioni più diverse) e a far fronte alla “scarsa consapevolezza” con la conoscenza.

“Il bene e il male” è un libro interessante sotto ogni punto di vista, un condensato  di arte, filosofia, scienza e religione  dove non mancano  le sapienti e  accattivanti  descrizioni di alcune importanti opere d’arte come la “Madonna dei Viandanti” custodita nella Basilica di S.Agostino a Campo Marzio (una Madonna con la faccia di Monica Bellucci che tiene in braccio un bambinello assai cresciuto, dice Sgarbi, spiegando che per ritrarre la Vergine il grande Caravaggio usò come modella la sua compagna Lena, una prostituta,  e per Gesù bambino, non trovando un neonato, un pargolo di 6-7 anni).

Francesco Gargaglia

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