Home TOMBA DI NERONE Dormitori all’aperto, al Centro no sulla Cassia sì

Dormitori all’aperto, al Centro no sulla Cassia sì

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Da alcuni giorni sulla stampa si discetta sul degrado ambientale di alcune zone nel centro storico della capitale, dalle piazze di Trastevere al Gianicolo, fino alla denuncia odierna di “dormitori all’aperto” nella centralissima Piazza Mazzini, nel quartiere Prati.

Ma se sbandati e senza tetto per alcuni sono “incompatibili” con il cuore della città pare invece che non lo siano per i quartieri periferici.

Prendiamo per esempio Roma Nord, dove insediamenti abusivi, baracche, giacigli improvvisati, fioriscono sul greto del Tevere, all’Acqua Acetosa, lungo la pista ciclabile a Labaro, nell’Inviolatella Borghese su via Cassia Nuova, lungo la via Flaminia e dulcis in fundo a Tomba di Nerone, sulla Cassia, dove nel piccolo slargo con il Monumento ai “Gloriosi Caduti di tutte le guerre della zona Tomba di Nerone” c’è un dormitorio attivo da anni che si va facendo sempre più numeroso nonostante le tante proteste dei residenti.

Chiariamo subito: qui non si tratta di razzismo, xenofobia o addirittura di assenza di umanità; che queste persone che bivaccano sotto il monumento abbiano bisogno di aiuto è fuori discussione ed è per questo che a intervenire dovrebbero essere  i Servizi Sociali del Comune.

Ma tant’è. Resta il fatto che da tempo il Monumento ai Caduti di Tomba di Nerone, già utilizzato come dormitorio, gabinetto, cucina e lavaggio cani, è frequentato da alcuni alcolisti che trascorrono il loro tempo in stato etilico, sdraiati sulle panchine o a terra.

Uno spettacolo indegno, soprattutto agli occhi di centinaia di bambini e ragazzi delle scuole là intorno: due istituti statali e un istituto privato che accolgono centinaia di giovani e giovanissimi che ogni giorno all’uscita si ritrovano sotto gli occhi la visione di uomini poveri e disperati buttati in terra, tra rifiuti e sporcizia, vomito e urina, preda dell’alcol.

Questa è la sciatta immagine di una realtà in attesa di soluzione da anni di cui nessuno parla, come se il degrado fosse incompatibile col centro storico ma del tutto normale sulla Cassia.

Francesco Gargaglia

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