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    Niente paura, siamo tutti mister Bean

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    La canicola ci assale e noi che facciamo? Andiamo al mare, consapevoli del fatto che nessuno chiederà mascherina e guanti in stile “patente e libretto”, ed è bastato dare un’occhiata ai servizi mandati in onda nei tg del fine settimana per renderci conto che “tutto è passato”.

    Sulle spiagge italiane è andata in scena la “pipinara”, e quelli che s’aspettavano il plexiglass per distanziare gli ombrelloni e le aree per la tintarella sono rimasti con un palmo di naso.

    La paura è un pallido ricordo, i virologi sono tornati nei loro cantucci, la cattiveria spinge a dire che coi dané incamerati per raccontare timori, preoccupazioni e soluzioni antipandemiche stiano trascorrendo le loro vacanze su quelle barche che vediamo al largo, che invidiamo e raggiungeremo mai.

    Mascherine e guanti sono materiale usato sparso per le strade, e a quelli che ipotizzano un’altra pandemia tipo verso ottobre si risponde “intanto ci godiamo le vacanze, poi chi vivrà vedrà”.

    Insomma, quattro mesi di “strizza” hanno portato in dote il risultato estremo di un menefreghismo assurdo, i medici ora sono meno eroi, e nessuno si “sbatte” più per le persone morte da Coronavirus, mentre il recente passato appare sbiadito e serve solo a quelli dei salotti televisivi che per tenerci incollati ai teleschermi continuano a dirci di usare accorgimenti specifici e che loro, i telegenici del tubo catodico, fanno tutto secondo le regole.

    Parole a vanvera, un po’ come il malsano esempio del calcio, che convive con le incongruenze d’una società che senza pallone non sa stare: s’abbracciano tutti e si baciano dopo un gol, però attenti a darsi di gomito a inizio partita, roba che pare di assistere a una di quelle sit com di mister Bean, dove l’assurdo diventa reale.

    Massimiliano Morelli

    1 commento

    1. Purtroppo è la fotografia di un popolo di ignoranti e menefreghisti. Basterebbe guardare quello che sta succedendo ancora in tutto il mondo e considerare che, anche da noi, i contagi sono diminuiti ma non azzerati, per capire che il pericolo non è affatto passato e l’incoscienza di certi comportamenti rischia di avere gravi conseguenze.

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