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Vigna Clara, don Alfredo Tedesco lascia Santa Chiara

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Don Alfredo Tedesco lascia la Parrocchia di Santa Chiara.  L’annuncio ai suoi fedeli è arrivato qualche giorno fa, dopo che la Diocesi di Roma ha deciso di affidargli il Servizio diocesano per la pastorale giovanile. Un nuovo incarico quindi per il Vice Parroco di Santa Chiara, la parrocchia di Piazza Giuochi Delfici a Vigna Clara, che per quattro anni, insieme al parroco della chiesa Don Giuseppe, è stato alla guida della comunità parrocchiale.

Mi aspetta una nuova avventura, sono molto emozionato. Questa volta si tratta di un incarico diocesano a servizio della Chiesa di Roma: diventerò Direttore del servizio diocesano di pastorale giovanile” ha spiegato Don Alfredo alla redazione di VignaClarablog.it che per l’occasione ha voluto scambiare quattro chiacchiere con lui.

Il nuovo incarico

Un servizio che esiste dagli anni ’90 ma che ha preso piede subito dopo la XV Giornata mondiale della gioventù nel 2000.

“Il servizio di pastorale giovanile esiste sia a livello parrocchiale che diocesano. L’obiettivo del nuovo incarico consiste nel coordinare la pastorale giovanile sul territorio capitolino; si tratta di un grande impegno coordinativo, ma anche formativo e creativo.”

Una nuova sfida è quindi alle porte per Don Alfredo che però non si lascia certo spaventare dalla novità: “Ci sarà molto da lavorare, la formazione degli animatori della pastorale giovanile è uno dei tasselli più importanti perché tutto funzioni ma lavorare con i giovani è sempre un’esperienza meravigliosa. Papa Francesco lo dice sempre, i giovani non sono il futuro ma sono l’oggi. E’ da qui che dobbiamo sempre ripartire”.

La data fissata per l’inizio della nuova avventura è il 1 settembre 2020, fino a quel giorno Don Alfredo resterà nella sua amata parrocchia: “Resterò a Santa Chiara fino all’ultimo, questi quattro anni sono stati preziosi per me. Quella nella Parrocchia di Santa Chiara è stata davvero un’esperienza unica.”

Un Don tra Roma Sud e Roma Nord

Prima di approdare a Roma Nord Don Alfredo, che è prete da otto anni, era stato per quattro Vice Parroco nella Parrocchia di Santa Silvia al Portuense fino a che nel settembre 2016 si è trasferito a Vigna Clara.

Due realtà differenti, due parrocchie in due quartieri molto diversi tra loro ma per Don Alfredo quello che ha sempre contato è quello che si fa e l’amore che ci si mette …

Durante il mio servizio parrocchiale ho sempre avuto a che fare con i giovani, che sono il fulcro di tutto. E’ vero, spesso ci si scontra con realtà diverse, alcune dure, più difficili, altre di più semplice gestione. Ma in ogni comunità si trovano situazioni molto differenti tra loro, la povertà è ovunque ma per fortuna anche l’amore e il credo religioso.”

Quando sono arrivato nella parrocchia di Santa Chiara non ho fatto altro che incamminarmi in un percorso già costruito e ben definito; nella parrocchia di Piazza Giuochi Delfici c’è stata sempre una grande attenzione verso i giovani e i bambini, senza dimenticare naturalmente le famiglie e la terza età.”

Un percorso formativo ricco quello intrapreso da Don Alfredo Tedesco che in questi quattro anni non ha mai perso il suo obiettivo primario, l’integrazione.

I giovani al servizio dei più deboli

L’esperienza con la comunità di Santa Chiara è stata un crescendo, piano piano ci siamo scoperti, certamente la parte più bella, ma anche più impegnativa sono stati i percorsi giovanili pre e post Cresima. Con loro abbiamo svolto tantissime attività in parrocchia ma anche all’esterno. E’ un’età particolare quella dei ragazzi che partecipano a questa esperienza formativa, arrivano che sono adolescenti e finiscono il percorso che sono praticamente maggiorenni, è un periodo delicato. Abbiamo un grande compito e una grande responsabilità con questi giovani ma per fortuna siamo stati supportati sempre dalle loro famiglie.”

Don Alfredo, che oltre ad essere vicario parrocchiale è anche assistenze ecclesiastico diocesano dell’Azione cattolica ragazzi, ha deciso di dare l’annuncio del nuovo incarico ai gruppi giovanili prima che la comunicazione fosse data durante le celebrazioni.

Non l’hanno presa bene i suoi ragazzi, dispiaciuti di salutare il loro Don, il vice parroco che li ha fatti avvicinare senza timore alla realtà più dura, quella della povertà e della malattia, ma che li ha fatti anche divertire tanto, soprattutto durante i campi estivi che per lui sono davvero “la ricetta completa” composta da tanti ingredienti utili per la crescita personale di ognuno.

Insieme a Don Giuseppe e i ragazzi abbiamo lavorato tanto, in parrocchia abbiamo un incontro settimanale e una messa, quella della domenica alle 20.00, a loro dedicata. Svolgiamo attività di volontariato organizzato, ogni anno sceglievamo un tema differente. I ragazzi, con il supporto dei volontari parrocchiali, si dedicano a iniziative di carità. Per esempio con l’aiuto di Sant’Egidio, durante il percorso di cresima, distribuiscono i pacchi solidali in strada ai senzatetto. Vigna Clara è anche questo, la povertà e il disagio sono sempre dietro l’angolo, è giusto che i più giovani lo capiscano.”

È proprio per questo che uno dei progetti su cui Don Alfredo ha insistito di più è stato quello di assistenza da parte dei più giovani ai malati e ai senzatetto.

“Adotta un malato e adotta un senzatetto sono due meravigliose iniziative della nostra parrocchia, si tratta di un’esperienza unica in cui i ragazzi entrano in contatto con i poveri, conoscendoli in strada e “adottandoli” durante i pranzi solidali organizzati in parrocchia oppure prestano supporto ai malati andandoli a trovare a casa e facendogli un po’ di compagnia. Anche durante questo periodo di emergenza non li hanno mai abbandonati, li chiamavano al telefono.”

La “chiamata” di Don Alfredo

Il fil rouge che da sempre accompagna il Vice Parroco nel suo cammino di fede sono certamente i giovani, a cui si è sempre dedicato con grande impegno, da quando, anche lui giovane, a 29 anni è diventato prete.

Sono stati proprio dei ragazzi ad avvicinarmi alla Chiesa, a 18 anni ho ricevuto la “chiamata” e sono entrato in seminario. Dopo tre anni mi sono laureato in Chimica. Sono originario della Calabria ma ho sempre vissuto a Roma, la costante giovanile c’è sempre stata nella mia esperienza religiosa, lo prendo come un segno, una “chiamata” anche questa.”

Lo stesso segno che ora lo porterà via da Santa Chiara per la nuova esperienza: “Ho cercato di spiegare lai ragazzi della parrocchia che anche questo cambiamento va visto come una benedizione; non li dimenticherò e soprattutto non li abbandonerò. Se lo vorranno resterò per loro sempre un punto di riferimento.”

Il nome del nuovo Vice per la parrocchia di Piazza Giuochi Delfici c’è già ma Don Alfredo preferisce non svelarlo, “quando sarà il momento lo comunicheremo ai nostri fedeli” – esclama con affetto prima di salutarci.

Grazie, Don Alfredo anche da parte della nostra redazione.

Ludovica Panzerotto

1 commento

  1. Ci corre una specie di obbligo nel commentare quanto accade nella Parrocchia di Santa Chiara avendo preso lì tutti i sacramenti e più di qualche funerale.
    Come detto a Don Giuseppe non appena arrivati (tornati per ragioni di lavoro) a vivere in zona, la parrocchia o Diocesi deve fare i conti con la realtà.
    Don Giuseppe è “nuovo” e per evitargli di correre il rischio di incomprensioni, ma è un pensiero di un “parrocchiano” come tanti o anche peggio messo, la storia recente della zona è molto troppo impregnata ed anche nostalgica dei “Gloriosi Anni Ottanta” fatti di alte personalità e di soldi facili della politica, la parrocchia dunque ha “raccolto e raccoglie i “caduti” di quegli anni.
    L’attività parrocchiale di Santa Chiara si era suggerito a Don Giuseppe dovrebbe tener conto di questo e considerare sempre di mettere in altrui mani casi che con la chiesa non c’entrano niente.
    Per meglio comprendere l’argomento ci si può riferire all’atteggiamento avuto dai Fedeli di oggi nei confronti di Sua Santità Benedetto XVI nominato in una sola tornata elettorale nel 2005, attaccato e contestato da più parti, compresi i Fedeli di cui sopra che disertarono sistematicamente ogni incontro di quelli canonici con i fedeli con una piazza ripresa dalle televisioni semi vuota immagine desolante di una popolazione fedeli compresi, che S.S. ebbe modo di giustificare preda della Secolarizzazione e del “Relativismo”. Dunque fedeli abbastanza pieni di SE tanto da far valere la loro voce. Noi semplicemente ci riferiamo solo e sempre al nostro parroco Don Giuseppe nel caso cercando di farci vedere il meno possibile, provvedendo per noi stessi come possiamo, evitando cioè di chiedere aiuti o peggio, raccontando la nostra insignificante storia personale.
    La popolazione della Zona è eterogenea come il quartiere vuole, i cambiamenti ci sono, ci sono anche segnali di mancate rassegnazioni.
    Con Affetto e Stima
    P.S. La fortuna di questo quartiere è avere tutto i meglio ed anche Don Giuseppe

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