Home CRONACA Municipio XV, finirà in tribunale la diatriba M5S-FDI?

Municipio XV, finirà in tribunale la diatriba M5S-FDI?

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Francesco Figliomeni, vicepresidente dell’Assemblea capitolina, e Giuseppe Calendino, capogruppo in XV Municipio, entrambi esponenti romani di Fratelli d’Italia, sono stati citati in una querela di Marcella Rosella,consigliera M5S e presidente della commissione politiche sociali del XV.

Al centro della contesa un video di 31 secondi estrapolato (o filmato nel corso della stessa) dalla videoconference nella quale i consiglieri del XV, nell’ambito di un lungo consiglio municipale iniziato il 20 aprile e protrattosi per quattro sedute, hanno dibattuto proposte ed iniziative a livello locale a supporto delle fasce deboli colpite dalle conseguenze del coronavirus.

La vicenda

In quei 31 secondi, Marcella Rosella esprime un parere in merito alla concessione dei buoni spesa agli aventi diritto del XV. Un parere “anche non condivisibile, per carità” diranno poi i suoi colleghi del Movimento stigmatizzando però la decontestualizzazione del passaggio dal resto della registrazione dell’intervento della consigliera, “alterandone così la lettura complessiva”.

Cosa dice la consigliera in quei 31 secondi? Queste le testuali parole: “Facendo una media mi pare di capire che circa il 10% delle famiglie del nostro Municipio dovrebbero essere beneficiarie dei buoni. Ma allo stesso tempo ricordiamoci di un’altra cosa che è fondamentale, ricordiamoci anche della ricchezza  degli italiani, gli italiani sono un popolo che ha circa diecimila miliardi di euro in risparmi, quindi valutiamo bene le cose…

Il 29 aprile, il consigliere Figliomeni posta su facebook il testo di un comunicato congiunto a firma sua e di Calendino diffuso e ripreso da alcune agenzie stampa. Nel testo, al quale il video di 31 secondi fa da corollario, i due esponenti FDI affermano di essere “esterrefatti dalle dichiarazioni rese in una seduta consiliare dalla presidente della commissione politiche sociali … la quale per cercare di contrastare una proposta del centrodestra municipale, che chiedeva maggiori risorse per i buoni spesa, ha detto che solo il 10% delle famiglie avrebbe preso il sussidio ma che gli italiani sono ricchi in quanto hanno diecimila miliardi di euro di risparmi“.

Per Figliomeni e Calendino fare queste affermazioni in periodo di emergenza sanitaria ed economica, “è veramente uno schiaffo in faccia ai disoccupati ed alle tante persone che hanno perso o stanno perdendo il lavoro a causa di scelte scellerate delle amministrazioni grilline e di sinistra che, come spesso accade, indirizzano le risorse verso rom e clandestini.” Per i due esponenti FDI la soluzione è una sola: “la consigliera Rosella valuti di dimettersi subito da presidente della commissione politiche sociali“.

Il video finisce pure sulla pagina facebook “Lega Salvini Presidente del Consiglio” con un occhiello che dice: “questo è l’approccio … per gli italiani i buoni spesa e affitto non vanno dati perché hanno i risparmi, mentre gli immigrati hanno la priorità.” Parole che fanno scatenare la reazione dei fan della pagina che con quasi 300  commenti mettono alla gogna la consigliera: dalle ingiurie politiche alle offese personali c’è di tutto.

Il Movimento 5 Stelle del XV fa subito quadrato, parla di operazione fatta ad arte decontestualizzando e rimontando un intervento tanto che, afferma la nota dei grillini, “quello che ne esce è un contenuto strambo, dal significato offensivo, talmente assurdo da sembrare blasfemo per chi lo ascolta“.

Per i suoi colleghi, la consigliera è stata offesa “da chi non avrà mai il privilegio di ascoltare la completezza del suo ragionamento, anche non condivisibile, per carità, ma che avrebbe portato sicuramente ad avere più elementi per comprendere questo tempo disgraziato“.

La querela

Il tutto accadeva a fine aprile. Nei giorni seguenti la tempesta pare calmarsi e rientrare nei ranghi della classica disputa politica agli albori della campagna elettorale che porterà alle elezioni amministrative del 2021.

Nella serata di lunedì 11 maggio la vicenda torna però alla ribalta a seguito di un comunicato di Fabio Rampelli, deputato FDI, nel quale si dice chiaramente che Figliomeni e Calendino sono stati oggetto di querela da parte di Marcella Rosella.

Immediate le reazioni FDI

Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia, commenta appunto la querela ai suoi due colleghi capitolini definendola “un fatto singolare … un comportamento censorio e intimidatorio da parte dell’esponente grillina … un atteggiamento grave che cerca di intimidire l’avversario politico anziché accettare la dialettica politica a beneficio dei cittadini” invitando la consigliera M5S “a ritirare la querela anche per non ricoprirsi di ridicolo“.

A levare gli scudi facendo quadrato attorno a Figliomeni e Calendino sono anche tutti gli esponenti FDI del XV Municipio affermando in una nota che “Quando i 5S erano all’opposizione filmavano riunioni, commissioni, sedute consiliari e, in alcuni casi, realizzavano anche dei video ad hoc. E adesso che fanno? Querelano due consiglieri per aver diffuso una parte del Consiglio municipale regolarmente registrato“.

Oltre ad essere incoerente con la matrice che ha contraddistinto da sempre l’operato dei pentastellati, arrivare a questa decisione appare alquanto esagerato davanti ad una mera opposizione politica” argomentano Stefano Erbaggi e Dario Antoniozzi,del  direttivo romano di FDI, che “esprimono il più profondo rammarico per la querela recapitata a Figliomeni e Calendino” assieme a tutti gli altri esponenti locali del partito.

All’elenco di questi ultimi manca però il consigliere FDI del XV Giorgio Mori che invece preferisce dire la sua con i consiglieri regionali Fabrizio Ghera e Chiara Colosimo sostenendo in una nota che “quanto accaduto dimostra la totale inadeguatezza dei grillini ad amministrare il territorio“.

Assurdo il comportamento di Marcella Rosella … che alla legittima risoluzione presentata da FDI per chiedere l’incremento dei fondi per i buoni spesa risponde che gli italiani sono ricchi e hanno miliardi di euro di risparmi. Da comiche, ma non c’è nulla da ridere”  sostengono i tre esponenti FDI sottolineando che al comunicato stampa di Figliomeni e Calendino “scritto per rimarcare le motivazioni della risoluzione, è seguita una querela da parte della pentastellata nei loro confronti. Alle proposte dell’opposizione i 5 Stelle rispondono a colpi di censura“, concludono.

Rosella: “Un’azione meschina, squallida e violenta”

Per par condicio, diamo voce anche all’interessata che per la prima volta si esprime sull’accaduto dopo giorni di silenzio totale. Accettando l’invito di VignaClaraBlog.it,  così dichiara.

Nel corso della seduta straordinaria del Consiglio del 27 aprile, durante un mio intervento con un telefonino sono stati ripresi a mia insaputa, da ignoti partecipanti al Consiglio, pochi secondi di un mio lungo e articolato intervento. Tale video è stato strumentalizzato, decontestualizzato, totalmente disancorato dalla realtà e dall’argomentazione di tutto il mio intervento ed è stato illecitamente pubblicato on line e su alcuni quotidiani con l’aggiunta di frasi che non ho mai pronunciato, totalmente inventate e fantasiose con il solo intento diffamatorio e calunnioso“.

Per la consigliera non ci sono dubbi. La pubblicazione, la scelta del titolo, la descrizione dell’intervento “rivelano un atteggiamento oltraggioso che viola i fondamentali diritti della persona costituzionalmente riconosciuti. Ciò non può assolutamente trovare alcuna giustificazione in quanto il gesto sembra essere stato concepito per generare, in maniera premeditata, commenti violenti, sessisti, carichi di odio, minacce, ingiurie e calunnie“.

Chi ha commesso tale vile atto – incalza Rosella – sicuramente persona priva di buon senso non in grado di argomentare quanto si stava discutendo in aula, ha scelto di agire in maniera meschina, squallida e violenta anziché utilizzare tutti gli strumenti democratici a disposizione per ribattere a quanto da me detto. Evidentemente il suo modo di fare politica si rispecchia più nel mistificare la realtà che in un trasparente e democratico scontro politico“.

La conclusione a cui giunge la consigliera Rosella è lapidaria: “Emerge che per questi individui compiere atti intimidatori ingannando anche la loro platea, reprimendo il pensiero altrui espresso in maniera lecita e democratica nelle sedi istituzionalmente preposte, è considerato fare politica“.

Claudio Cafasso

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3 COMMENTI

  1. Le dichiarazioni e il contenuto del parere espresso sui buoni spesa e i risparmi degli italiani miliardari della consigliera rosella sono allucinanti non si possono sentire poi dopo a noi cittadini non interessa se vi querelate vi denunciate a vicenda ma bisognerebbe che la consigliera rassegni le dimissioni dopo un esternazione del genere ma come si fa a dire certe cose non ci volevo credere finché non lo sentito con le mie orecchie roba da non credere.Ci vuole più presenza sul territorio per saperne di più sulla situazione reale nella precedente amministrazione questo non succedeva parlo in particolare del settore sociale

  2. Gli Italiani hanno 10.000 Miliardi di Euro in Valore soprattutto immobili e oggetti d’arte.
    La liquidità finì nel 2007 quando fu chiesto all’allora Governatore della Banca D’italia, Dr. Antonio Fazio di lasciare l’incarico che è un incarico a vita, cosa che Il Dr. Antonio Fazio fece non prima di sistemare tutte quelle perplessità che avrebbero impedito al suo successore Dr. Mario Draghi di vendere a tasso negativo BOT E CCT ai cittadini Europei come gesto di fiducia nei confronti di M. DRAGHI per ottenere liquidità per c.a. 30 miliardi di Euro cifra pagata con i famosi SPREAD??? l’attuale e sola liquidità attualmente in circolazione in Italia. Dov’è la liquidità Italiana? Di che marca è la Tua Automobile? Di che marca è il tuo mezzo di movimento terra? ecc., ecc.,

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