Home POLITICA Mori (FDI): “M5S XV chiede unità nella clientela poi vota contro cittadini”

Mori (FDI): “M5S XV chiede unità nella clientela poi vota contro cittadini”

comunicato-stampa

“Al termine di una vera e propria maratona consiliare durata giorni e giorni per un Consiglio straordinario voluto dalle sole opposizioni, il Movimento Cinquestelle, maggioranza in XV Municipio, partorisce il topolino di una serie di ordini del giorno risibili e privi di contenuto con cui chiedere al Campidoglio di assumere personale da graduatorie di altri Comuni (peraltro vietato dalla Corte dei Conti) o da controllate e provando a ingraziarsi categorie con prematuri rinnovi di convenzioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Giorgio Mori, consigliere FDI in Municipio XV sostenendo che “Questa fretta di sfruttare l’“emergenza sanitaria” per produrre atti contingenti ed urgenti col solo fine di stimolare nuovi ingressi nella Pubblica Amministrazione in vista delle prossime elezioni ormai vicine e successivamente sanare tali assunzioni in deroga, ha un sapore dichiaratamente clientelare che solo qualche anno fa avrebbe fatti gridare il Movimento allo scandalo capitale”.

“Se da un lato non appare credibile la maggioranza in tema di commercio, dopo quattro anni di aggressioni continue agli esercenti del territorio in tema di occupazione suolo pubblico, pagamento tributi, revoche concessioni, ancor meno appare nel sociale, laddove il Presidente di Commissione PP.SS. finisce con l’ardire di votare insieme al suo partito contro il documento del centrodestra che, tra le altre cose, chiedeva una proroga dei termini per la domanda del bonus spesa per i cittadini più bisognosi. Il Presidente di Commissione ha dichiarato infatti testualmente che in fondo “gli Italiani hanno diecimila miliardi di euro di risparmi”.

“Dopo aver dunque chiesto all’opposizione di votare documenti palesemente privi di fondatezza giuridica o prematuri, al solo fine di dare maggiori strumenti potenzialmente clientelari al Campidoglio, la maggioranza grillina finisce per arroccarsi dietro la propria miopia politica e votare all’unanimità, ma senza alcuna motivazione dichiarata, contro un documento diretto ai cittadini più bisognosi”.

1 commento

  1. D’accordissimo con Giorgio Mori che è un Avvocato, ex missino, ex di AN, ex del PDL, cofondatore di FDI, politico vero di lungo corso e un “ragazzotto di 50 anni” come diceva Berlusconi nel 1994 a proposito della riforma delle pensioni.
    Con Mori dal 2014 è stata ripercorsa la storia politica recente in relazione proprio alla nascita dei nuovi movimenti politici che nei casi raccolgono tutte le esperienze politiche precedenti anche le più estreme come bagaglio indispensabile al superamento delle visioni passate, esaurite negli argomenti e nelle tesi, nella piena consapevolezza della natura di quella che da anni è definita “CRISI EPOCALE”.
    Ovvero cambiamenti come preannunciati negli anni 2000 da Bill Clinton ad esempio sul sacrificio del posto fisso sull’altare dell’economia reale cioè cambiare lavoro 7 o 8 volte nel corso di una carriera lavorativa. Smart Working.
    Corsi di formazione professionale, ricollocamenti ecc. ecc..
    Esiste però una parte di popolazione dice G. Mori che stenta, anche per ideologia, a fare i conti con questa realtà e soffre la Crisi.
    Evitando per quanto possibile ogni sterile contrapposizione o peggio recriminazione di un passato che non esiste e non tornerà più, il tutto a disposizione è stato sacrificato per dare alle persone il sostegno necessario per compiere questa specie di riallineamento alla realtà odierna sociale ed economica.
    Si spiega così l’intervento in ambito consiliare, sulla scarsa sensibilità del governo alle questioni contingenti dei cittadini e delle famiglie ,impegno gravoso e totalizzante il dialogo che G. Mori si sobbarca abbastanza isolato per la sua visione percepita ancora troppo missina di società e di economia.
    L’iscrizione ai Centri per l’impego è realmente il passaggio obbligato ed anche come detto il tesseramento ad un qualsiasi preferito movimento politico.

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