Home ATTUALITÀ 100mila medici scrivono a Speranza: “Combattere il coronavirus rafforzando il territorio”

    100mila medici scrivono a Speranza: “Combattere il coronavirus rafforzando il territorio”

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    “I pazienti vanno trattati il più presto possibile sul territorio, prima che si instauri la malattia vera e propria, ossia la polmonite interstiziale bilaterale, che quasi sempre porta il paziente in rianimazione…. chiediamo di rafforzare il territorio, vero punto debole del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità per squadre speciali, nel decreto ministeriale del 10 Marzo, definite Usca, unità speciale di continuità assistenziale…”

    E’ uno dei passaggi chiave della lettera inviata al ministro della Salute Roberto Speranza e ai presidenti delle Regioni dagli oltre 98mila medici del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e COVID-19 gruppo per soli medici“, al lavoro in centinaia di servizi territoriali ed ospedalieri sparsi in tutta Italia.

    Il gruppo nasce a fine febbraio 2020 per favorire il confronto di esperienze dirette ed evidenze scientifiche tra medici, con il fine di applicare le conoscenze acquisite “in trincea” nella lotta contro il COVID-19.

    “Siamo arrivati alla conclusione che i pazienti vadano trattati al più presto possibile sul territorio”, dicono i medici. E sottolineano due aspetti: “La maggior parte dei pazienti ha sintomi pressoché aspecifici e di lieve o moderata intensità che possono durare diversi giorni fino a diverse settimane, in cui il paziente viene lasciato nel proprio domicilio senza nessuna cura o con cure sintomatiche e limitate”.

    Inoltre, “circa il 15% di questi pazienti progredisce in tempi rapidi verso polmonite interstiziale bilaterale severa e circa il 5% verso una Acute Respiratory Distress Syndrome, shock settico ed insufficienza multiorgano associati in maniera significativa a decesso”.

    Per questo i medici, “oltre a dispositivi di protezione e tamponi per tutto il personale sanitari”, chiedono: “Rafforzamento della medicina territoriale, vero punto debole del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità di attivare le Unità Speciali Di Continuità Assistenziale (USCA) in tutte le Regioni (decreto ministeriale del 10 Marzo 2020)”; molte di queste, soprattutto al Sud, non sono ancora partite. Sarebbe opportuno attivarle in maniera omogenea, senza eccessiva burocrazia, avvalendosi dell’esperienza di noi tutti nel trattare precocemente i pazienti, anche con terapie off-label, alcune delle quali peraltro già autorizzate dall’Aifa.

    “Il riconoscimento dei primi sintomi – scrivono i medici – anche in presenza di tampone faringeo negativo (tampone che ha una sensibilità intorno al 70%) è di pura pertinenza clinica, e pertanto chiediamo di poter mettere a frutto le nostre esperienze cliniche senza ostacoli burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, faringei, radiografie del torace (Rx), tomografie computerizzate (TC), ecografie polmonari anche a domicilio ed emogasanalisi: tutti presidi che supportano la clinica, ma non la sostituiscono”.

    Si tratta di richieste fatte “indipendentemente dagli schieramenti politici o sindacali. Lo chiediamo perché tutti gli sforzi fatti finora col distanziamento sociale non vadano vanificati, paventando una seconda ondata di ricoveri d’urgenza dei pazienti all’oggi tenuti in sorveglianza attiva, ma che non sono ancora stati valutati clinicamente e che ancora sono in attesa di tamponi. La mappatura di questi pazienti, asintomatici o paucisintomatici, e di tutti i familiari dei casi conclamati è indispensabile per non incorrere in un circolo vizioso, con ondate di ritorno di contagi e riaccensione di nuovi focolai al termine del distanziamento sociale”.

    1 commento

    1. Non si può dire tutto giusto, quello che scrivono questi medici pieni di emotività per la nazione, ma anche molti medici tra questi non possono allo stesso modo dire tutto giusto quello che è scritto. Abbiamo capito il senso dell’enorme sacrificio richiesto alla popolazione e cioè in sintesi aspettiamo tutti il VACCINO ANTI COVID 19 che sarà pronto fra pochi mesi. Il distanziamento sociale ed i risultati sono il massimo ottenibile, festeggiamo così il senso di responsabilità che molti dichiaravano assente della popolazione Italiana giudicata a torto degenere e persa. I dati sono confortanti, confinamento realizzato e vaccino in arrivo.
      Prepariamoci alla fase due non dimenticando da dove veniamo ovvero situazione di crisi dei settori produttivi ecc., ecc…….. strumenti anticrisi per le famiglie e per le imprese, iscrizione ai C.P.I. ecc., ecc..

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