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Coronavirus, raccolte fondi truffa: indagati padre e figlia

Polizia-Postale
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Due pagine web oscurate, padre e figlia  indagati, un conto corrente sequestrato: quello sul quale chiedevano di far confluire donazioni a favore della terapia intensiva dell’Ospedale Spallanzani e del San Camillo di Roma. Raccolte fondi però non autorizzate e sconosciute ai due enti e rivelatesi due truffe prontamente smascherate dalla Polizia Postale.

La prima, in favore dell’Ospedale Spallanzani e pubblicizzata su Gofundme. nota piattaforma internazionale per la raccolta fondi che è risultata assolutamente estranea alla truffa, si prefiggeva di arrivare almeno a 100mila euro e, per renderla ancor più credibile, all’interno della pagina web era stato inserito il logo della Regione Lazio e se ne indicava il presidente come persona di riferimento.

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La seconda era invece promossa su una pagina facebook e l’apparente beneficiario delle somme raccolte sarebbe stato l’Ospedale San Camillo di Roma. Le indagini hanno però consentito di accertare che l’Ospedale non ne era a conoscenza e che le somme di denaro donate sarebbero confluite su una carta di credito ricaricabile intestata a una persona residente a Roma.

Per tali motivi, la Polizia Postale di Roma, coordinata dal pool reati informatici della Procura della Repubblica di Roma, questa mattina ha oscurato le due pagine web, mentre continuano le indagini per identificare ulteriori responsabili dei reati di truffa aggravata.

Desidero ringraziare le forze dell’ordine e la polizia postale per il grande lavoro che stanno portando avanti. Chi specula sulle raccolte fondi cosi’ come sui dispositivo di sicurezza e’ doppiamente criminale e va perseguito duramente“. Così commenta la vicenda il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori aggiungendo: “è necessario stringere ancora di più i controlli, anche della polizia municipale per bloccare eventuali speculazioni sulle certificazioni e sui prezzi delle mascherine vendute ai cittadini che devono essere assolutamente garantiti“.

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