Home CRONACA Sgomberato l’accampamento dei rovistatori a Castel Giubileo

Sgomberato l’accampamento dei rovistatori a Castel Giubileo

Sgomberato e messo sotto sequestro l’accampamento di nomadi che da anni occupava un tratto della sponda destra del Tevere, nei pressi dell’ultimo tratto della pista ciclabile.

Si tratta di un’area con un vecchio capannone dismesso e con diverse baracche fatiscenti; è da qui che ogni giorno partiva un gran numero di rovistatori diretti ai cassonetti di Roma Nord.

Con un blitz avvenuto a una manciata di giorni di distanza dall’inchiesta di VignaClaraBlog.it, la Polizia Locale di Roma ha sgomberato l’insediamento, messo i sigilli e restituita l’area alla Regione Lazio, competente per le sponde del Tevere.

Ciò non porrà certo fine al traffico di rifiuti che si svolgeva in questo accampamento sporco, privo di servizi igienici i cui liquami andavano a finire nella acque del Tevere, ma quanto meno è servito a evitare ulteriore inquinamento e degrado in un’area di pregio dal punto di vista ambientale.

1 commento

  1. Debbo purtroppo smentire quanto da voi scritto nell’articolo. A distanza di pochi mesi dallo “sgombro” (il virgolettato è d’obbligo) il capannone è nuovamente occupato e, la situazione di degrado è peggiorata causa l’intervento delle forze dell’ordine … sembra un paradosso ma è così. Lungo la ciclabile “svolazzano” i nastri gialli messi dalle forze dell’ordine per delimitare l’area. Giace “inerme” a ridosso della ciclabile il cartello di avviso di area messa sotto sequestro e, infine, cumuli di rifiuti e macerie di alcune baracche abbattute.
    Non alzo il dito contro il sindaco né un partito. Da sempre, sotto le giunte Rutelli, Veltroni, Alemanno e Marino si sono ripetuti questi sgombri. Ogni volta che le forze di Roma capitale sono intervenute hanno solo lasciato l’area ancor più degradata, mai un controllo dopo l’intervento e, puntualmente avviene il ritorno dei senzatetto. Me la prendo con i dirigenti responsabili dei dipartimenti preposti allo sgombro, loro sono “stabili” nella loro occupazione e dovrebbero conoscere bene come vanno le cose.
    Il mio suggerimento è di non fare nulla (se questi sono i risultati) finché non ci sarà un serio studio di come si effettua uno sgombro e come s’impedisce che venga nuovamente occupato.
    Ancora peggiore è la situazione a poco più di 1 km. di distanza dove pochi giorni fa, lungo la via flaminia, tra le stazioni di Labaro e La Celsa, è stato ritrovato il corpo di un uomo senza vita, anche lui un senzatetto. Guanti monouso, mascherine e altri dispositivi monouso sono abbandonati lungo il ciglio della strada, proprio in corrispondenza di una grotta piena di rifiuti. Il tutto ovviamente contornato dall’immancabile nastro giallo di Roma Capitale. Ricordo che quegli oggetti a norma di legge sono qualificati rifiuti speciali pericolosi.
    Possibile che, anche in questo caso, non ci sia una procedura a cui gli addetti si devono attenere?

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