Home AMBIENTE Piergiorgio Benvenuti analizza il capitolo “gestione rifiuti” a Roma

Piergiorgio Benvenuti analizza il capitolo “gestione rifiuti” a Roma

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E’ stato presidente dell’Ama, e fin quando c’era lui al vertice – lo dicono i numeri – la municipalizzata romana funzionava.

Oggi Piergiorgio Benvenuti è il presidente del movimento ecologista EcoItaliasolidale e il capitolo-rifiuti continua a essere per lui motivo di dibattito, di analisi, di ipotesi. E, per la cittadinanza capitolina, di speranza in un presente e un futuro migliori.

Situazione-rifiuti al collasso a Roma. Stiamo rischiando il fondo del barile o c’è il rischio si vada ancora più a fondo?

La situazione già è gravissima. Proprio in questi giorni dal rapporto che l’Agenzia di controllo sulla qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale è arrivata l’ennesima bocciatura proprio sul tema della gestione dei rifiuti. Secondo l’Agenzia il 49% del totale dei cassonetti di Roma, uno su due, sono maleodoranti proprio per colpa della mancata raccolta con cadenza fissa. E non va meglio la pulizia delle strade, una su tre rimane sporca, come anche la pulizia intorno ai cassonetti.

E’ d’obbligo ricordare come anche i noti summit fra la sindaca Raggi con Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio non stanno producendo risultati positivi, tanto che si prosegue a ipotizzare da parte di cittadini e comitati una richiesta di risarcimento sulla tariffa pagata.

Lo sfacelo della raccolta e della gestione dei rifiuti nella Capitale è ormai ripreso dai mezzi di comunicazione nazionale e anche estera con un danno all’economia, al turismo e al commercio di Roma, oltre all’immagine dell’intero Paese. Una situazione che non ha precedenti nella gestione dei rifiuti di Roma con una raccolta differenziata che sta arretrando e un incremento della produzione dei rifiuti indifferenziati di quasi il 6% nell’ultimo anno, con responsabilità che vanno dalla mancanza di un vero e proprio piano dei rifiuti regionale ed una carenza nella programmazione comunale e dei vertici Ama che si sono succeduti in questi ultimi anni. Vertici che ancora non riescono ad approvare due bilanci, il 2017 e 2018, nè il piano industriale della municipalizzata.

Si dice che la prima colpa sia quella dei romani, che non rispettano le regole. E’ realmente così?

I cittadini non hanno alcuna responsabilità rispetto alle decisioni e alla programmazione dei vertici dell’azienda e dell’indirizzo strategico-politico dell’Amministrazione Capitolina. Come non è responsabilità dei cittadini se non viene programmato un adeguato e puntuale svuotamento dei cassonetti, tanto che il proprio sacchetto ben differenziato si aggiunge al cumulo di rifiuti intorno ai contenitori di raccolta, in molti casi impraticabili per giorni, con alcuni episodi di multe che sono veramente una offesa ai cittadini in questa catastrofica situazione.

Chi amministra oggi il Campidoglio prosegue a non comprendere che vi è una vera e propria emergenza rifiuti a Roma, situazione che non si può continuare ad additare solamente come la conseguenza dell’incendio dell’impianto TMB al Salario, o alla Regione, oppure al governo, oppure a chissà chi altro.

Tutto ciò non è neanche la conseguenza dei giorni di malattia che usufruiscono come ogni altro lavoratore i dipendenti dell’AMA, o il numero del personale che usufruisce della Legge 104, o della scarsa voglia di lavorare, come ha voluto far supporre nel tempo la Sindaca Raggi.

Quale potrebbe essere una soluzione per migliorare la qualità della vita, ragionando sul discorso dei rifiuti?

Vi è necessità di cambiare completamente, un radicale cambiamento sia ai vertici dell’Ama, a garanzia del servizio e dei dipendenti, e sia nell’intera amministrazione della Capitale. Necessario votare un nuovo Sindaco e una nuova maggioranza.

Quali sono le battaglie di Ecoitaliasolidale sul fronte?

Il nostro prosegue a essere un Movimento a rilevanza nazionale, ma con uno sguardo attento alle vicende del pianeta, consapevoli che l’ambiente non ha confini geografici.

Proseguiamo ad essere il Movimento dei Diritti, del diritto-dovere di denunciare le Ecomafie, il diritto di far godere i parchi, le riserve, ogni spazio verde conservando le specificità di fauna e flora, il diritto di chi vuol investire in energie alternative, di chi pensa che sia meglio destinare spazi adeguati per i diversamente abili perché è un esempio di civiltà, di chi nelle scuole vorrebbe insegnare educazione ambientale e quindi formare le giovani generazioni all’attenzione all’ambiente.

Saremo con coloro che sostengono che chiudere una discarica ormai satura da decenni che inquina e quindi mette in serio pericolo la salute dei cittadini sia più importante di fiumi di parole inutili.

Prosegue a volare la farfalla della vita, il simbolo del nostro movimento, per un grande sogno, divulgare il messaggio che “La natura è a nostra disposizione non come “un mucchio di rifiuti sparsi a caso”, bensì come un dono da difendere e valorizzare».

Massimiliano Morelli

1 commento

  1. L’AMA ha le sue colpe, ma esistono diversi cittadini, probabilmente provenienti dal Giurassico, che scaricano per la strada, nottetempo, cucine, divani, poltrone armadi, ecc. Questi bipedi di vaga razza umana o ignorano che l’AMA, su richiesta accompagnata dal proprio codice utente, viene a ritirare, GRATUITAMENTE, i materiali ingombranti. oppure, molto più probabilmente, non risultano censiti all’AMA, per cui non possono godere di questo servizio.
    Non sarebbe difficile, nell’epoca dell’elettronica, individuare questi soggetti e, con multe consistenti, convincerli che il Giurassico è ormai finito.
    Con i migliori saluti
    Umberto Foli

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